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Notizie da vari paesi del mondo


 

Siria, 24 morti in violenze 4 giorni prima ultimatum ritiro (6.4.2012) Reuters

Almeno 24 siriani sono stati uccisi oggi mentre l'esercito ha cercato di fermare un esodo di rifugiati, hanno detto attivisti dell'opposizione, solo quattro giorni prima dell'ultimatum per il ritiro delle forze governative, accettato dal presidente Bashar al-Assad nell'ambito del piano dell'inviato Kofi Annan per mettere fine a un anno di violenze. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di bombardamenti costati la vita ad almeno 10 persone - tra cui anche quattro ribelli - a Homs, epicentro delle rivolte. Due soldati sono invece stati uccisi in altri scontri e una persona è morta a Douma, ha comunicato l'Osservatorio. Il gruppo con sede in Gran Bretagna, utilizzando la sua rete di contatti in Siria, ha anche riferito di sette civili e quattro soldati morti in scontri e bombardamenti a Anadan, a nord di Aleppo. Le violenze sono riprese il giorno dopo che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha detto che il conflitto sta peggiorando e che gli attacchi su aree civili proseguono, nonostante le rassicurazioni di Damasco che le truppe hanno iniziato a ritirarsi secondo il piano. Annan, inviato di Onu e Lega Araba, ha detto che "si richiede urgentemente un'azione più ampia" per fermare ogni violenza entro il 12 aprile, due giorni dopo il previsto ritiro di truppe e armamenti pesanti dalle città. Gli oppositori di Assad accusano l'esercito di sfruttare gli ultimi giorni prima del cessate il fuoco per intensificare gli attacchi. Il governo accusa gli insorti di fare altrettanto. Ieri oltre 2.800 persone si sono rifugiate in Turchia, più del doppio rispetto al precedente record su base giornaliera, secondo quanto riferito da un funzionario turco.

 

Birmania: Lnd, vinti 43 seggi su 44 (2.4.2012) Ansa

Partito Aung San Suu Kyi, aspettiamo risultati ultimo seggio.

La Lega nazionale per la democrazia (Lnd) della leader d'opposizione Aung San Suu Kyi ha affermato di aver vinto almeno 43 dei 44 seggi nelle elezioni suppletive di ieri, in attesa dell'annuncio dei risultati ufficiali. ''Abbiamo ottenuto 43 seggi su 44 e stiamo aspettando il risultato dell'ultimo, nel nord dello Stato di Shan'', ha precisato il portavoce del partito Kyi Toe.

 

Elezioni in Birmania, il partito di Suu Kyi ottiene 43 seggi su 44 (2.4.2012) Tmn

La premio Nobel per la Pace è stata eletta per la prima volta in parlamento con l'82% delle preferenze.

La Lega nazionale per la democrazia in Birmania, il partito di Aung San Suu Kyi, ha annunciato oggi di avere conquistato almeno 43 dei 44 seggi in palio alle elezioni suppletive di ieri nel Paese. Aung San Suu Kyi, eletta ieri per la prima volta in parlamento riportando l'82% delle preferenze, ha salutato la "vittoria del popolo" e ha invitato tutti gli esponenti della Lega a non eccedere in scene di giubilo che potrebbero sfociare in manifestazioni di violenza. "Voglio chiedere a tutti i membri della Lega nazionale per la democrazia di essere particolarmente attenti, in particolare al fatto che la vittoria del popolo sia una vittoria degna", ha dichiarato la premio Nobel per la Pace.

 

Francia 2012: candidata Verdi ricoverata (2.4.2012) Ansa

Eva Joly e' scivolata ed ha battuto la testa,uscira' in giornata.

La candidata ecologista alle presidenziali francesi, Eva Joly, e' stata ricoverata ieri sera all'ospedale Cochin di Parigi dopo essere caduta in strada all'uscita di un cinema ed aver battuto la testa. E' sottoposta ad alcuni controlli, ma in giornata dovrebbe essere dimessa, secondo Stephane Sitbon-Gomez, il direttore della sua campagna elettorale. ''Non abbiamo annullato nessun comizio, la campagna continua'', ha detto Sitbon-Gomez.

 

Francia 2012: Hollande; visita di due giorni in banlieue (6.4.2012) Ansa

Per cercare di battere astensionismo in quartieri difficili.

A sedici giorni dal primo turno del voto presidenziale di aprile e maggio, il candidato socialista all'Eliseo, Francois Hollande, ha cominciato oggi un 'tour' di due giorni nelle banlieue della Francia, lanciando un forte appello contro l'astensionismo, che nei quartieri 'difficili' e' tradizionalmente molto alto. Oggi, Hollande si e' recato a Vaulx-en-Velin, nella banlieue di Lione. Domani, si rechera' invece nella regione parigina, in particolare a Trappes (Yvelines), Ulis (essonne) e nel dipartimento 93, uno dei piu' 'caldi' di Francia. Secondo i sondaggi, Hollande e' avanti al suo principale sfidante, il presidente uscente Nicolas Sarkozy, nel secondo turno presidenziale del 6 maggio. Mentre al primo turno del 22 aprile si profila un testa a testa.

 

Corea Nord: Kim verso nomina segretario (2.4.2012) Ansa

Convocata riunione partito per l'11 aprile, consolidera' potere.

La Corea del Nord terra' l'11 aprile una riunione speciale del Partito dei Lavoratori, durante la quale Kim Jong-un, il nuovo leader, potrebbe essere nominato 'segretario generale', consolidando il potere a capo del regime. ''La quarta conferenza del Partito dei Lavoratori di Corea e' stata convocata a Pyongyang per l'11 aprile'', ha riportato la Kcna rilanciando le attese degli osservatori su uno dei passaggi chiave per il rafforzamento del potere al vertice del regime.

 

Grecia, fotogiornalista ferito da polizia ad Atene (6.4.2012) Ansa

Sempre durante proteste per suicidio in piazza Syntagma.

Un fotogiornalista greco che stava seguendo ieri sera una protesta anti-austerity in piazza Syntagma, nel centro di Atene, e' stato sottoposto oggi ad un delicato intervento chirurgico alla testa dopo che e' stato asseritamente picchiato da agenti in tenuta antisommossa. L'uomo, Marios Lolos, presidente del sindacato dei fotogiornalisti ellenici, ha riportato gravissime ferite al capo dopo essere stato ripetutamente colpito dai poliziotti a colpi di manganello, secondo quanto hanno riferito testimoni al quotidiano Kathimerini. Il fotogiornalista stava sul posto per seguire la protesta popolare che, per la seconda sera consecutiva, centinaia di manifestanti hanno inscenato sulla scia del tragico suicidio di un farmacista in pensione che mercoledi' mattina si e' tolto la vita in piazza Syntagma sparandosi un colpo di pistola alla testa. Il suicida, che aveva 77 anni, prima di uccidersi ha gridato che non poteva piu' vivere perche' era pieno di debiti e nelle sue tasche e' stato trovato un biglietto in cui accusava apertamente il governo greco di averlo portato al punto di preferire la morte.

In un comunicato diffuso stamani, il sindacato dei fotogiornalisti greci deplora "l'attacco barbaro e non provocato" compiuto nei confronti del proprio presidente affermando che sia Lolos sia altri giornalisti sono stati "presi come bersaglio" dalla polizia. "I sistematici e ripetuti attacchi contro rappresentanti della stampa mentre stanno facendo il loro lavoro, cosa che viola anche i piu' fondamentali diritti umani, non possono essere considerati come casuali: anche la persona piu' ingenua capirebbe che il loro scopo e' quello di mettere il bavaglio alla stampa".

Mercoledi' sera, nel corso di un'analoga protesta davanti al Parlamento, la polizia aveva ferito, colpendoli a manganellate o spintonandoli, altri due giornalisti: Giorgos Gerafentis di Tv NET e Rania Maniou di Antenna Tv.

 

Birmania/ Lega nazionale democrazia: Suu Kyi ha ottenuto il 99% (2.4.2012) Tmn

Premio Nobel per la Pace: "Ancora troppo presto per festeggiare".

I dati in nostro possesso dicono che abbiamo ottenuto 43 seggi", ha confermato a TMNews U Tin Oo, numero due della Lega Nazionale per la Democrazia, il partito che oltre ad Aung San Suu Kyi ha presentato altri 43 candidati su un totale di 45 collegi elettorali. Nel collegio di Kawhmu, Suu Kyi avrebbe vinto con il 99% dei consensi e in molti altri collegi i candidati della Lega avrebbero ottenuto consensi superiori all'80%. "Per ora non siamo ancora in grado di confermare uno dei due seggi nello Stato Shan, (a nord del Paese, ndr), ma certamente speriamo di vincere anche lì", ha precisato l'ottuagenario membro storico del partito d'opposizione al governo birmano. Per i dati ufficiali si dovrà comunque attendere ancora una settimana circa, ovvero "dopo che le autorità avranno espletato tutte le procedure necessarie come le conferme anagrafiche". Nonostante la vittoria schiacciante emersa dai dati provvisori, dal quartier generale del partito Suu Kyi ha però invitato alla cautela: "E' ancora troppo presto per festeggiare in modo così totale", sottolineando ancora una volta, dopo la conferenza stampa di giovedì scorso, scorrettezze e brogli durante la giornata elettorale di ieri. Suu Kyi si è quindi rivolta agli sconfitti "cui va il pieno rispetto". Dopo un breve discorso, in birmano e in inglese, la Lady ha lasciato la sede del partito salutando una folla sorridente e festante.

 

Birmania/ numero due Lnd: presto per revoca sanzioni (2.4.2012) Tmn

Ora fondamentale lavoro dei media birmani e internazionali.

"Credo sia ancora presto eliminare le sanzioni economiche imposte da USA e Unione europea. Come ha ribadito Suu Kyi nella conferenza stampa pre-elettorale queste elezioni non sono state libere ed eque e prima di decidere di eliminare le sanzioni, la comunità internazionale deve avere una fotografia generale della situazione nel Paese". Questo il commento rilasciato da U Tin Oo, numero due di Lega Nazionale per la Democrazia (LND) a TMNews, che ha sottolineato la necessità di "vedere garantiti alcuni diritti fondamentali prima che le sanzioni vengano cancellate totalmente". Dopo aver deciso di boicottare il processo elettorale nel 2010, LND ha preso parte alle elezioni suppletive resesi necessarie dopo che 48 parlamentari sono stati chiamati a ricoprire elezioni di governo. "Per noi essere in parlamento è un passo molto importante, ma siamo solo all'inizio. In parlamento inizieremo a fare pressione per riformare la costituzione del 2008, ma per ricordare a tutti che ancora numerosi prigionieri politici sono ancora in carcere", ha sottolineato il politico birmano che dal 1946 al 1976 ha servito per l'esercito birmano. Nonostante queste prime riforme da parte del governo instauratosi nel marzo del 2011, numerosi problemi ancora affliggono il Paese. "Dai conflitti con i gruppi paramilitari su base etnica a problemi di violazione di diritti umani. Ma prima di tutto noi desideriamo che venga garantito il rispetto della legge e della legalità, due condizioni necessarie cui la comunità internazionale deve tener conto prima di decidere di cancellare le sanzioni economiche in modo definitivo", ha ribadito l'ottuagenario politico birmano, rilasciato nel febbraio del 2010 dopo essere stato arrestato nel 2003. In questo contesto "sarà fondamentale non solo l'azione dei media birmani, chiamati ad informare la popolazione, nonostante siano costretti a subire ancora delle restrizioni, ma anche di quelli internazionali, che dovranno mantenere alta l'attenzione sul nostro Paese", ha infine aggiunto U Tin Oo.

 

Birmania/ Media ufficiali trascurano Suu Kyi, meglio la Juve (2.4.2012) Tmn

Neanche un accenno a vittoria opposisizioni sulle prime pagine.

La stampa ufficiale birmana fa finta di non vedere, e parla d'altro. Il successo dell'opposizione e di Aung Saan Su Kyi è come un dettaglio trascurabile. Basta dare un'occhiata alla prima pagina del 'The News Light of Myanmar', il quotidiano governativo in lingua inglese. Una foto del Presidente della Repubblica , Thein Sein e di sua moglie Daw Khin Khin Win, e, a far da spalla, in prima pagina i giocatori della Juventus festanti dopo la vittoria ottenuta sul Napoli.

 

Russia/ Voto locale, opposizione strappa Yaroslav a partito Putin (2.4.2012) Tmn

Commissione elettorale ha decretato vittoria di Evgeny Uralchev.

Alle elezioni locali l'opposizione ha letteralmente strappato la città di Yaroslav, leggendaria culla della cultura russa, al partito di Vladimir Putin, Russia Unita. Una inattesa schiacciante sconfitta al secondo turno delle municipali della città sul Volga (250 km a nord est di Mosca), che dimostra l'inarrestabile calo di popolarità non di Putin, ma del movimento putiniano. La Commissione elettorale ha decretato la vittoria di Evgeny Uralchev, indipendente, con il 69,65% dei voti. Distanziato - ampiamente - Iakov Yakushev, con 27,78%, il candidato di Russia Unita ha dovuto incassare il colpo. In realtà Yakushev aveva evitato durante la campagna di evidenziare la sua appartenenza al partito del potere, come d'altra parte aveva fatto pure lo stesso Putin durante le presidenziali. Il vincitore invece è stato apertamente sostenuto da tutti gli altri partiti politici, compresi i Comunisti e il filooccidentale Yabloko.

 

Mali: militari cedono a Ecowas, interim a capo parlamento (7.4.2012) TicinoNews** 0,5

A due settimane dal golpe militare che ha rovesciato il governo di Bamako, mentre il Mali corre pericolosamente verso "il disastro umanitario", la Giunta ha annunciato di avere siglato un'intesa con l'Ecowas, la comunità di Stati dell'Africa occidentale per il ritorno all'ordine costituzionale, scegliendo di assegnare un interim al capo del Parlamento. In serata i militari hanno annunciato che il capo della Giunta, il capitano Amadou Sanogo, ha firmato un accordo con il ministro burkinabe Djibrill Bassolè, mediatore per la crisi che prevede che l'interim per il potere sia affidato al presidente dell'Assemblea nazionale". Nell'intesa si prospetta anche una "amnistia generale" per i golpisti. Intanto i tuareg hanno dato una svolta al loro sogno secessionista proclamando l'indipendenza della regione settentrionale dell'Azawad, rivendicata da secoli. Ma il loro passo ha trovato il secco diniego della comunità internazionale mentre le milizie islamiche che controllano la città-crocevia del Nord, Timbuctu, si sono smarcate dalla dichiarazione tuareg accrescendo la confusione che regna nel Paese africano, abbandonato ormai da migliaia di persone, in fuga da violenze, sequestri e distruzione. Poco prima l'Ecowas aveva respinto la dichiarazione di indipendenza della regione di Azawad minacciando di ricorrere all'uso della forza, per "preservare l'integrità territoriale". Cominciata nel gennaio scorso, la quarta ribellione in 50 anni degli 'Uomini blu' del Sahara è culminata ieri nella secessione dal potere centrale.

 

Ucraina/ Procura dà ok a cure fuori dal carcere per Tymoshenko (2.4.2012) Tmn

Decisione dopo lettera difesa ex premier.

Il procuratore generale ucraino Viktor Pshonka ha dato il suo consenso a che l'ex premier Yulia Tymoshenko riceva cure mediche al di fuori dalla prigione dove sta scontando la sua pena a sette anni di carcere. "Dopo aver letto una lettera dei legali della difesa di Tymoshenko, consegnatagli personalmente dal partito BYut (la formazione politica di Tymoshenko), il procuratore generale Viktor Pshonka ha dato istruzioni al Servizio penitenziario e al ministero della Salute di creare le condizioni perchè Tymoshenko possa usufruire di cure presso un centro medico specializzato al di fuori della prigione, nel rispetto della legge" rende noto l'ufficio stampa della procura generale.

 

Birmania: Asean, elezioni trasparenti (2.4.2012) Ansa

Associazione ha inviato osservatori, 'nessun incidente'.

La presidenza cambogiana dell'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean) giudica le elezioni birmane svoltesi ieri "libere, corrette e trasparenti". Lo si legge in un comunicato. L'Asean ha inviato propri osservatori per monitorare il voto e assicura che "non sono stati riscontrati incidenti che possano pregiudicare il processo elettorale o i risultati".

 

Egitto: Chiesa copta lascia costituente (2.4.2012) Ansa

Dopo abbandono liberali e al Azhar per predominio islamici.

Anche la chiesa copta egiziana ha deciso di ritirare i suoi rappresentanti dall'assemblea costituente, dopo l'abbandono dei liberali e di Al Azhar per la predominanza islamica. La decisione e' stata presa dal sinodo in una riunione straordinaria con un voto unanime. In un comunicato si invoca ''una rappresentanza piu' equilibrata delle forze, evitando che un'unica forza domini la riscrittura della Costituzione'', basata sull'intesa nazionale e ''non sulla maggioranza parlamentare''.

 

Yemen: scontro ai vertici militari, generale non lascia (7.4.2012) TicinoNews** 0,2

Il comandante dell'Aeronautica dello Yemen, fratellastro dell'ex presidente Ali Abdallah Saleh, si è rifiutato di lasciare l'incarico nonostante il licenziamento avvenuto ieri su ordine dell'attuale presidente yemenita, Abd Rabbo Mansour Hadi. Lo riferisce una fonte militare. Il comandante, generale Mohamed Saleh al-Ahmar, ha respinto il decreto presidenziale fino a quando, aggiunge la stessa fonte, numerosi alti responsabili del ministero della Difesa, fra cui lo stesso ministro, non saranno cacciati. Ieri, il presidente yemenita ha licenziato due capi militari vicini a Saleh, tra cui appunto il generale Al-Ahmar, accusandoli di ostacolare la transizione politica nel Paese.

 

Ucraina: cure fuori carcere a Timoshenko (2.4.2012) Ansa

Ordine del procuratore generale a prigione e ministero salute.

Il procuratore generale ucraino ha ordinato al sistema penitenziario e al ministero della sanita' di prendere le misure per garantire nel quadro della legge gli esami medici e le cure fuori del carcere per l'ex premier Iulia Timoshenko. Lo riferisce l'agenzia Interfax. La decisione del magistrato ''dopo aver letto una lettera dei legali della Timoshenko - si legge in un comunicato stampa della procura generale ucraina - consegnatagli personalmente il 23 marzo dai membri del Blocco Timoshenko''.

 

Birmania/ Dopo voto opposizione studia strategie per il futuro (2.4.2012) Tmn

partiti tradizionali opposizione devono fare i conti son Suu Kyi.

Dopo il voto di ieri, è la giornata dei commenti e delle riflessioni, soprattutto per i partiti che fino ad oggi hanno rappresentato l'opposizione all'interno del parlamento birmano: il National Democratic Force (NDF) e il New National Democracy Party (NNDP), partito nato dopo le elezioni del 2010 e il cui presidente, U Thein Nyunt, ottenne la vittoria come candidato di NDF. La grande affermazione di ieri della formazione di Aung Saan Suu Kyi ha cambiato tutti gli equilibri e per l'opposizione birmana, la 'vecchia' e la 'nuova' - è il momento di pensare al futuro.

Entrambe i partiti non sono riusciti ad incrementare la propria presenza nelle due camere parlamentari, né nelle assemblee regionali, confermando così i risultati annunciati da Lega Nazionale per la Democrazia, per ora vincente in 43 collegi elettorali su 45. E' comunque a questi due partiti che si deve la proposta di legge che ha poi portato alla recente amnistia dei prigionieri politici approvata dal governo civile birmano, insediatosi nel marzo del 2011.

"Noi abbiamo presentato il disegno di legge nella prima sessione parlamentare (31 gennaio - 31 marzo 2011, ndr). Poi però la maggioranza l'ha respinta accusandoci di averne parlato con i media", spiega il presidente di NDF, Soe Win a TMNews. Così, durante la seconda sessione, inaugurata alla fine di agosto dello scorso anno, "abbiamo presentato il nostro disegno di legge che è stato finalmente approvato", ha confermato a TMNews, U Thein Nyunt, 68enne ex leader studentesco e cresciuto politicamente all'interno delle fila di Lega Nazionale per la Democrazia (LND). Del resto, tutti i senatori dei due partiti sono cresciuti all'interno di LND.

"Nel 2010, quando si scelse di boicottare le elezioni, alcuni di noi non erano d'accordo e così fondammo NDF", spiga Soe Win. Una scelta che non venne accolta con favore dalla maggioranza del comitato centrale di LND e "neanche da Suu Kyi", cha allora era ancora agli arresti domiciliari. "Da quando è stata liberata l'abbiamo vista una sola volta e abbiamo parlato di politica o di possibili alleanze, forse credo che ce l'abbia ancora con noi", spiega amareggiato Soe Win.

Ma se i senatori di NDF sperano ancora di potersi riunire a quello che oggi¿se i risultati saranno confermati ufficialmente-- è il principale partito di opposizione al governo birmano, Thein Nyunt aspetta che sia LND a fare la prima mossa. "Sarà lei (Suu Kyi) a dover decidere e chiedere se ha bisogno del nostro aiuto", sottolinea il parlamentare birmano. Un arduo compito si profila dunque per l'opposizione birmana. Anche se unita avrà vita difficile all'interno di un parlamento in cui la maggioranza appartiene al partito di Unità solidarietà e sviluppo, sostenuto dagli ex generali, con un 25 per cento assegnato costituzionalmente all'esercito nazionale (Tatmadaw).

 

Bahrein: manifestazioni a favore di un attivista in sciopero fame (6.4.2012) TicinoNews

Centinaia di persone hanno manifestato oggi in Bahrein per chiedere la liberazione di Abdel Hadi al-Khawaja, un militante incarcerato che da circa due mesi ha iniziato uno sciopero della fame. Lo hanno reso noto testimoni. Il suo legale ha fatto sapere che l'attivista è stato ricoverato in ospedale. Due manifestazioni hanno avuto luogo nella capitale Manama e la seconda nel villaggio di Aali. Il partito Al-Wefaq, principale forza dell'opposizione sciita ha lanciato un appello alle potenze mondiali a intervenire per salvare la vita dell'attivista "entrato in una fase pericolosa" per la sua salute. Khawaja, che sta scontando una condanna all'ergastolo per avere sostenuto le proteste sciite nel Paese contro la dinastia sunnita, ha iniziato lo sciopero della fame nella notte tra l'8 e il 9 febbraio.

 

Afghanistan: ucciso negoziatore di pace in provincia est (6.4.2012) TicinoNews

Il capo dell'Alto Consiglio per la pace afghano per la provincia orientale di Kunar, Maulvi Mohammad Hashim Munib, è stato ucciso oggi da un kamikaze mentre rientrava a casa dopo essersi recato in una moschea. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pajhwok.

Il generale Ewaz Mohammad Nazari, capo della polizia provinciale, ha indicato che un kamikaze che si spostava a piedi ha intercettato Munib nel distretto di Watapur e si è fatto saltare in aria davanti a lui, uccidendo lui e un suo figlio.

In circostanze simili il 20 settembre scorso è stato ucciso in un attentato nella sua residenza di Kabul il presidente dell'Alto Consiglio per la pace, Burhanuddin Rabbani.

 

Ungheria/ Tesi copiata, il presidente tiene duro e non si dimette (2.4.2012) Tmn

Salva invece la poltrona del rettore dell'università.

Sembrava questione di ore. E, invece, il presidente della Repubblica ungherese Pal Schmitt ha sorpreso tutti e ha deciso di non dimettersi di fronte alle accuse di aver copiato la sua tesi di dottorato, avallate dalla decisione dell'Università Semmelweis di ritirargli il titolo accademico. A pagarne le spese, anzi, pare essere il rettore dell'Ateneo Tivadar Tulassay, che ha annunciato, lui sì, le dimissioni. Che Schmitt intendesse seguire l'esempio del ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, il quale di fronte ad accuse analoghe, ha lasciato il suo incarico, sembrava evidente venerdì scorso, quando il capo dello stato aveva cancellato i suoi impegni di giornata e lo stesso primo ministro Viktor Orban, di cui Schmitt è un fedele alleato, era parso scaricarlo quando aveva affidato alla sua sensibilità la decisione se dimettersi o meno.

Invece l'ex campione olimpionico di scherma ha sorpreso tutti e ha chiarito non solo che non ci pensa neanche a fare il passo indietro, ma che si ritiene ancora "dottore" con buona pace del Senato accademico della sua Alma Mater. "Non alcuna intenzione di dimettermi perché la mia coscienza è pulita", ha detto il presidente intervistato dalla radio pubblica Kossuth ieri, secondo quanto riferisce oggi il giornale economico online Portfolio.hu. "Tutto nella mia tesi è a posto", ha continuato.

Affermazioni che cozzano con le conclusioni di una commissione d'inchiesta all'università che, pur confermando la legalità della tesi, aveva confermato il fatto che in buona parte era composta da citazioni di altri studiosi non riportate in bibliografia. Alcuni calcoli hanno portato ad affermare che l'80 per cento della tesi sui programmi olimpici nella storia dei Giochi, in realtà, sarebbe una traduzione letterale di lavori di uno studioso bulgaro e di uno tedesco. Questo ha portato il Senato accademico dell'ateneo magiaro ha indurire l'analisi della commissione e a strappare al presidente il suo titolo accademico. Ma Schmitt contesta anche questo passaggio. Secondo il presidente, sulla base delle attuali norme, il Senato accademico non ha il potere di togliergli il titolo di dottore. Per farlo, avrebbe dovuto includere nel processo il nuovo Comitato d'accreditamento ungherese, che avrebbe dovuto preventivamente analizzare la situazione. Quest'istituzione, formata da 18 membri, è stata inaugurato il primo marzo scorso ma andrà effettivamente in funzione dal primo settembre.

A dimettersi, invece di Schmitt, finora è stato solo il rettore dell'università. Oggi il capo dell'ateneo ha annunciato le sue dimissioni con effetto immediato, denunciando il fatto che l'università nel caso Schmitt è stata lasciata sola ad affrontare un caso ben superiore alle proprie forze.

 

Ungheria, si dimette presidente Schmitt (2.4.2012) Ansa

E' accusato di plagio in vicenda 20 anni fa.

Il presidente ungherese, Pal Schmitt, coinvolto in una vicenda di plagio per aver copiato la sua tesi di dottorato vent'anni fa, si e' dimesso. Lo ha annunciato lui stesso in un intervento in parlamento. In precedenza Schmitt aveva avuto un colloquio con il premier Viktor Orban.

 

Mali/ Tuareg: nostro obiettivo raggiunto, pronti a trattare (2.4.2012) Tmn

Non siamo fanatici guerra, non vogliamo creare problemi a Bamako.

I ribelli tuareg, che ieri hanno conquistato Gao e Timbuctù, nel nord del Mali, hanno annunciato la volontà di negoziare con il governo di Bamako o i leader del Cedeao (Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, dal francese Communauté Économique Des États de l'Afrique de l'Ouest). I combattenti del Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azawad (Mlna) - secondo il sito di Al Jazeera - non intendono più espandere la loro area di controllo, avendo definito i confini di ciò che il gruppo considera territorio dei tuareg: "Il nostro obiettivo non è quello di andare oltre i confini di Azawad - ha spiegato Hama Ag Mahmoud, portavoce del braccio politico del Mnla - Non vogliamo creare problemi al governo del Mali e tantomento crearne nella regione sub-sahariana". "Non vogliamo dare l'impressione di essere fanatici di guerra, quindi dal momento in cui abbiamo liberato i nostri territori, il nostro obiettivo è stato raggiunto, ci fermiamo qui", ha spiegato il portavoce del Mnla. Anche se il gruppo non è ancora stato contattato per delle trattative, l'Mnla si dice "aperto": "Siamo aperti a tutti i tentativi, tutti i modi di trattare con il Cedeao, tramite un altro organismo o tramite i poteri alti, siamo di fatto aperti, ma per ora non abbiamo ricevuto nessuna offerta", ha concluso il portavoce dei ribelli, secondo il sito di Al Jazeera. L'offensiva degli "uomini blu", affiancati dal gruppo armato islamico Ansar Dine guidato da Iyad Ag Ghaly, è stata favorita dal golpe militare che il 22 marzo scorso ha destituito il presidente Amadou Toumani. I tuareg già venerdì avevano preso il controllo della città strategica di Kidal, nel nord-est del paese.

 

Ungheria: Si è dimesso il presidente ungherese che ha copiato la tesi (2.4.2012) Tmn

Pal Schmitt ha ceduto dopo un lungo braccio di ferro.

Alla fine ha dovuto cedere. Il presidente della repubblica ungherese Pal Schmitt ha rassegnato le sue dimissioni, dopo essere finito al centro di accuse sul fatto che la sua tesi di dottorato risulterebbe per l'80 per cento copiata. Ha annunciato il suo passo oggi in Parlamento, dopo che ieri aveva affermato di non voler lasciare il suo incarico ritenendo di avere la "coscienza pulita". Aveva, invece, attaccato il Senato accademico dell'Università Semmelweis, la sua Alma Mater, che la scorsa settimana ha riconosciuto che la tesi di dottorato dell'ex olimpionico di scherma era per la gran parte frutto di un copia-e-incolla di citazioni di uno studioso bulgaro e uno tedesco. "In base alla Costituzione, il presidente deve rappresentare l'unità della nazione ungherese. Io, purtroppo, sono diventato un simbolo di divisione. Sento che è mio compito lasciare l'incarico", ha affermato il capo dello stato magiaro di fronte al Parlamento. Da settimane, dopo che il settimanale HVG aveva rivelato lo scandalo, Pal Schmitt era sotto i riflettori. L'opposizione ha ripetutamente chiesto le dimissioni di questo stretto alleato del discusso primo ministro Viktor Orban. Alla fine della scorsa settimana, lo stesso premier era parso separare la sua posizione da quella di Schmitt, sottolineando che eventuali dimissioni dovevano essere frutto di una scelta personale.

 

Ungheria/ Tesi copiata, si dimette il presidente (2.4.2012) Tmn

La settimana scorsa l'università gli aveva tolto dottorato.

Il capo dello stato ha annunciato il suo passo oggi in Parlamento, dopo che ieri aveva affermato di non voler lasciare il suo incarico ritenendo di avere la "coscienza pulita". Aveva, invece, attaccato il Senato accademico dell'Università Semmelweis, la sua Alma Mater, che la scorsa settimana ha riconosciuto che la tesi di dottorato dell'ex olimpionico di scherma era per la gran parte frutto di un copia-e-incolla di citazioni di uno studioso bulgaro e uno tedesco. "In base alla Costituzione, il presidente deve rappresentare l'unità della nazione ungherese. Io, purtroppo, sono diventato un simbolo di divisione. Sento che è mio compito lasciare l'incarico", ha affermato il capo dello stato magiaro di fronte al Parlamento. Da settimane, dopo che il settimanale HVG aveva rivelato lo scandalo, Pal Schmitt era sotto i riflettori. L'opposizione ha ripetutamente chiesto le dimissioni di questo stretto alleato del discusso primo ministro Viktor Orban. Alla fine della scorsa settimana, lo stesso premier era parso separare la sua posizione da quella di Schmitt, sottolineando che eventuali dimissioni dovevano essere frutto di una scelta personale. La vicenda parte venti anni fa, nel 1992, quando l'ex olimpionico di scherma ottenne il suo dottorato di ricerca con una tesi sui programmi olimpici. Hvg rivelò che l'80 per cento della tesi sarebbe una ricopiatura di uno studio del ricercatore bulgaro Nikolai Georgiev e, in alcuni parti, del tedesco Klaus Heineman. Su 215 pagine, solo 18 si potrebbero dire certamente farina del sacco di Schmitt. Diciassette 17 pagine, invece, verrebbero da una ricerca di Klaus Heineman. Il resto dallo studioso bulgaro. Sia la figlia di Georgiev che Heineman hanno smentito la versione di Schmitt, per cui quelle citazioni sarebbero venute da lavori comuni: mai l'attuale presidente avrebbe collaborato con loro. Dopo la rivelazione, l'Università Semmelweis ha creato una commissione ad hoc che, pur prendendo atto del fatto che gran parte dello studio di Schmitt era fatto di citazioni non riportate in bibliografia, ha concluso che il plagio non vi sarebbe stato. Conclusione, questa, rovesciata il 29 nmarzo dal Senato accademico dell'Ateneo, che invece ha strappato il titolo di dottore di ricerca al presidente. Il quale, dal canto suo, ieri ha detto alla radio pubblica Kossuth che la decisione del Senato accademico non sarebbe legittima in base alle normative attuali. La vicenda di Schmitt ha un parallelo in Germania, dove, lo scorso anno il ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg si dovette dimettere per una vicenda analoga. Pensando a questo caso, la scorsa settimana anche l'Economist scrisse, con sarcasmo, che in un altro paese "il presidente starebbe in questo momento scrivendo la lettera di dimissioni o cercando una lettera da copiare". Alla fine le dimissioni sono venute. A voce.

 

Mali: Giovani Bamako denunciano gravi violenze nel nord (6.4.2012) TicinoNews

Alcune centinaia di giovani, in buona parte originari del Nord del Mali, hanno denunciato oggi, nel corso di una manifestazione alla periferia di Bamako, violenze "ignominiose" nelle regioni settentrionali Paese, commesse sia dai ribelli tuareg sia dai gruppi jihadisti.

Nel corso del sit-in l'associazione Azione Giovane per la salvezza del Nord del Mali (Ajsn) ha accusato indipendentisti e islamisti di essere autori di "aggressioni ai civili e di stupri", commessi "anche in pubblico". Nelle regioni di Gao, Timbuctu e Kidal, secondo l'associazione, sono in corso "saccheggi, distruzioni delle infrastrutture sociali ed evidenti violazioni dei diritti umani fondamentali", a testimonianza del fatto che la popolazione civile delle tre regioni del Nord "è ostaggio di barbari senza nè fede nè legge". L'Ajsn ha quindi fatto appello alla comunità internazionale affinchè intervengano le forze dell'Ecowas (Africa dell'Ovest) e dell'Onu "per la sicurezza di persone e beni", chiedendo inoltre l'invio di "team umanitari".

 

Mali: Mnla si smarca da Al Qaida, pronti a combattere terrore (6.4.2012) TicinoNews

Il Movimento nazionale di liberazione dall'Azawad (Mnla), che venerdì ha proclamato l'indipendenza del Nord-Mali, si dice pronto a combattere Al-Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), nel quadro dell'attuazione di un "partenariato internazionale".

"Oggi tendiamo la mano ai Paesi coinvolti da questa minaccia terroristica per chiedere loro di stabilire, con il Mnla, un partenariato nella lotta al terrorismo", ha detto all'agenzia France presse Mossa Ag Attaher, portavoce del movimento tuareg in Francia.

"Il terrorismo - ha aggiunto - ha approfittato dell'inazione dello Stato del Mali e dell'assenza di speranza del popolo del Nord, maltrattato o abbandonato dal potere per decenni". Attaher ha infine sottolineato che il Mnla si è "chiaramente smarcato dall'Aqmi" e rimane a disposizione "per agire nel quadro di una mobilitazione di tutti i Paesi coinvolti da questo flagello".

 

Grecia/ Fonte governativa: voto molto probabilmente il 6 maggio (2.4.2012) Tmn

Parlamento dovrebbe discutere la data l'11 aprile.

La data "più probabile" per le elezioni in Grecia è quella de 6 maggio. Lo ha riferito oggi una fonte del ministero delle finanze in attesa di un calendario ufficiale. La questione del giorno delle elelezioni potrebbe essere discussa dal parlamento l'11 aprile prossimo dopo il voto delle ultime misure economiche richieste di creditori pubblici del paese, Ue e Fondo Monetario Internazionale. Nonostante il timore diffuso di un esito del voto poco chiaro e senza una maggioranza netta il partito conservatore Nuova Democrazia, in testa nei sondaggi, spinge perché il voto non sia ulteriormente rinviato.

 

Cina/ Arrestato miliardario legato a Bo Xilai, epurato da partito (2.4.2012) Tmn

Si tratta di Xu Ming, l'ottavo uomo più ricco del Paese.

Uno degli uomini più ricchi della Cina, stretto alleato di Bo Xilai, il leader politico epurato il 15 marzo dal Partito comunista, è stato arrestato per corruzione. Si tratta di Xu Ming, industriale di 41 anni, risultato nel 2005 l'ottavo uomo più ricco della Cina, secondo la rivista Forbes citata oggi dal Telegraph, e uno dei più giovani miliardari del Paese, con una fortuna di circa 1,5 miliardo di euro.

Stando a quanto riferito dal South China Morning Post, Xu sarebbe uno dei funzionari e imprenditori con stretti legami con Bo ad essere stati arrestati nelle scorse settimane. E la chiusura dei due principali siti di microblogging cinesi, con l'arresto di sei persone, starebbe a confermare l'ipotesi dell'avvio di un'inchiesta contro il membro del Politburo, ha oggi sottolineato il South China Morning Post, piuttosto che l'adozione di una forma leggera di punizione.

Xu e Bo si sono conosciuti negli anni '90, quando il leader comunista ricoprì la carica di sindaco della città di Dalian, dove ha sede il gruppo di Xu, Dalian Shide. Secondo la stessa testata, dal giorno della sua epurazione dal partito Bo e la moglie si troverebbero agli arresti domiciliari a Pechino, insieme al figlio Bo Guagua, rientrato in Cina alla fine del mese scorso da Harvard.

 

Birmania: media,a Suu Kyi almeno 40 seggi (2.4.2012) Ansa

Sui 44 per i quali era stato presentato un candidato.

I media di stato birmani hanno confermato oggi l'elezione della leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Il principale partito di opposizione birmano, la Lega nazionale per la democrazia, guidato da Suu Kyi, ha ottenuto almeno 40 dei 44 seggi per i quali aveva presentato un candidato. I risultati delle altre cinque circoscrizioni in palio non sono ancora stati annunciati.

 

Mali verso le elezioni: sì dei golpisti al piano Ecowas (7.4.2012) Euronews

Un accordo per il Mali: la giunta militare responsabile del colpo di stato del 22 marzo ha accettato di cedere il potere e di tornare all’ordine costituzionale, secondo l’intesa siglata con i mediatori della Comunità di Stati dell’Africa occidentale.

L’interim va al presidente del parlamento, Diouncounda Traoré, che organizzerà le elezioni tempo 40 giorni. In cambio, i golpisti godranno di un’amnestia generale e i paesi vicini leveranno le sanzioni, tra cui la chiusura delle frontiere e l’embargo commerciale.

Resta irrisolta però la questione della secessione del Nord: venerdì la guerriglia Tuareg ha dichiarato, armi alla mano, l’agognata indipendenza dell’Azawad, provocando l’immediata condanna da parte della comunità internazionale.

Gli Stati dell’Africa occidentale si sono detti pronti a usare la forza per preservare l’integrità territoriale del Mali e a mobilitare, se necessario, fino a tre mila uomini.

Amnesty International nel frattempo denuncia saccheggi, sequestri e violenze da parte dei ribelli. E sarebbero oltre 200 mila i maliani che scappano dai combattimenti.

 

Colombia: operazione rilascio rapiti farc (2.4.2012) Ansa

Familiari sequestrati pregano per ritorno dei loro cari.

E' tutto pronto per le operazioni di liberazione dei 10 ostaggi, tra polizia e militari, ancora in mano delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Mentre il Paese vive queste ore col fiato sospeso, i familiari dei sequestrati pregano per il ritorno a casa dei propri cari. Alcuni di loro sono prigionieri da 14 anni. Due elicotteri, del governo brasiliano - secondo gli accordi presi con la guerriglia - sono in attesa di disposizioni all'aeroporto Vanguardia di Villavicencio.

 

Egitto: l’ex capo dell’intelligence Suleiman si candida alle presidenziali (6.4.2012) Euronews

Omar Suleiman correrà per le presidenziali in Egitto, contrariamente a quanto dichiarato giovedi’. Ad annunciarlo l’agenzia di stampa ufficiale Mena che riporta un comunicato secondo il quale l’ex capo dell’intelligence e vice presidente nell’ultimo periodo dell’era Mubarak, risponde cosi’ al “volere” del popolo. La decisione apre la strada a un confronto elettorale tra esercito e islamici. Sostenuto da un migliaio di supporter Khairat al-Shater, numero due del braccio politico dei Fratelli Musulmani, che controlla il Parlamento, ha depositato ufficialmente giovedi’ la sua candidatura. Fino alla decisione di Shater, i sondaggi davano per favorito l’ex segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa. Non è ancora chiaro invece se all’appuntamento dei prossimi 23 e 24 maggio potrà presentarsi il salafita Hazem Abu Ismail. In migliaia sono scesi in piazza Tahrir al Cairo dopo che il governo ha messo in dubbio la sua candidatura, sostenendo che la madre aveva cittadinanza americana. Se fosse confermato, gli verrebbe sbarrata la strada.

 

Usa 2012: Obama avanti 4 punti su Romney (2.4.2012) Ansa

A favorire il vantaggio del presidente Usa e'il voto delle donne.

Barack Obama 49%, Mitt Romney 45%, tra gli elettori gia' registrati. Tutto grazie alle donne. Buone notizie per il presidente americano secondo l'ultimo sondaggio a cura di Gallup, pubblicato da Usa Today. A favorire il vantaggio di Barack sul suo sfidante repubblicano proprio il trend del voto femminile: secondo questi dati, negli stati chiave, i cosiddetti 'swing states', Obama e' in vantaggio di ben nove punti su Mitt Romney proprio tra le elettrici.

 

Ucraina/ Fitta diplomazia dietro via libera a cure Tymoshenko (2.4.2012) Tmn

Ex premier potrebbe essere trasferita in ospedale tedesco.

Il via libera è arrivato ufficialmente dal procuratore generale Victor Pshonka, ma è chiaro che la decisione di permettere a Yulia Tymoshenko di curare la sua ernia del disco al di fuori del carcere è stata presa ben più in alto e non solo tra le mura della Bankova, la residenza del presidente Victor Yanukovich. La concessione delle autorità giudiziarie è giunta dopo alcuni giorni intensi trattative, tra l'Accordo di associazione tra Bruxelles e Kiev parafato venerdì scorso e la missione del weekend del vice procuratore Renat Kuzmin a Berlino. L'emissario ucraino ha incontrato nella capitale tedesca anche Max Einhäupl, il medico che alcune settimane fa aveva visitato la prigioniera più famosa del Paese diagnosticando la gravità della situazione. "La malattia ha raggiunto uno stadio cronico", ha dichiarato Einhäupl al quotidiano tedesco Tagesspiegel in edicola lunedì, consigliando un trattamento in una clinica. Kuzmin da parte sua ha fatto sapere che le autorità ucraine stanno esaminando in maniera intensiva la possibilità di una cura "anche in Germania".

Secondo le indiscrezioni pubblicate sempre oggi da sito online dello Spiegel, il trasferimento della Tymoshenko a Berlino nella clinica della Charitè sarebbe "imminente". Per il portavoce della procura ucraina, Yuri Boichenko, l'ex primo ministro dovrebbe essere però curata in un ospedale specializzato nella città di Kharkiv, non lontano dunque dal carcere femminile in cui ora è rinchiusa.

L'avvocato della lady di ferro, Sergei Vlasenko, ha specificato che secondo lui dovrebbero essere in ogni caso medici tedeschi a indicare la struttura dove ricoverare l'ex premier. "Tymoshenko potrebbe essere trasferita in un ospedale non in grado di fornire il trattamento richiesto. Deve essere invece curata in una clinica specializzata", ha affermato Vlasenko che è anche membro del partito Patria guidato ancora ufficialmente dall'eroina della rivoluzione arancione. Per il legale il trasferimento in una casa di cura non idonea "sarebbe sbagliato". "Non vogliamo che venga trasportata in un ospedale a caso solo perché si possa dire che sono state soddisfatte le richieste della Corte europea", ha aggiunto Vlasenko, facendo riferimento alla richiesta espressa due settimane fa dalla Corte per i diritti dell'uomo di ricoverare immediatamente la leader. Dalla mancata sigla all'Accordo di associazione con Bruxelles prevista a dicembre sono in corso le trattative con l'Unione Europea e con il governo tedesco in prima linea per ottenere un trattamento adeguato per l'icona dell'opposizione. A Kiev era arrivata a febbraio la delegazione di medici tedeschi per sincerarsi delle condizioni della paziente e la cancelliera Angela Merkel aveva incaricato il consigliere per le questioni estere Christoph Heusgen di trattare direttamente il problema con il capo dell'amministrazione presidenziale Sergei Levochkin. L'Europa ha ancorato la firma dell'Accordo ai progressi democratici in Ucraina e alla fine di quella che è considerata una persecuzione politica dell'opposizione. A giorni è atteso l'inizio del nuovo processo a Yulia Tymoshenko, già condannata a sette anni di carcere per abuso d'ufficio. Secondo le accuse l'ex premier sarebbe coinvolta nell'omicidio avvenuto nel 1996 del deputato Evgeni Sherban, progettato insieme con Pavlo Lazarenko, allora primo ministro poi fuggito e arrestato per frode fiscale negli Stati Uniti, successivamente condannato a nove anni di carcere. Il vice procuratore Kuzmin ha ribadito nei suoi recenti colloqui a Berlino che per il coinvolgimento della Tymoshenko ci sarebbero "numerose prove". Il contesto è quello delle lotte tra i clan che dominavano l'Ucraina degli anni Novanta, quello di Dnipropetrovsk a cui appartenevano Lazarenko e Tymoshenko, e quello di Donetsk, regno dell'attuale capo di Stato Yanukovich e dei principali oligarchi a lui vicini.

 

Mali nel caos: Ua non riconosce secessione tuareg (6.4.2012) Euronews

All’esterno del palazzo governativo di Gao, nel nord del Mali, sventola la bandiera separatista dei tuareg. I ribelli – approfittando del colpo di Stato che ha rovesciato il potere nella capitale Bamako due settimane fa – hanno proclamato l’indipendenza del territorio settentrionale, battezzandolo come Stato dell’Azawad. Un atto unilaterale, unanimemente respinto dalla comunità internazionale, che ha provocato l’immediata reazione dei paesi confinati, dell’Unione africana e dell’ex potenza coloniale francese: “Consideriamo la dichiarazione unilaterale di indipendenza del movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad nulla e invalida”, ha detto Bernard Valero, portavoce del ministero degli Esteri di Parigi.

A Bamako la popolazione è scesa in piazza per denunciare aggressioni e stupri ad opera dei tuareg e dei gruppi jihadisti contro i civili che vivono al nord. E in un paese in pieno caos c‘è chi pensa di farsi giustizia da solo: “Come la maggioranza delle persone qui – dice una giovane della capitale – io difendo la causa del nord. La dichiarazione di indipendenza non è gradita”. “Sono pronto ad andare oggi per far sloggiare i ribelli – aggiunge un dimostrante – Per liberare i nostri parenti, le nostre madri che al telefono urlano di paura. Hanno bisogno del mio aiuto. È la mia missione”. Il paese, dopo il colpo di Stato, appare fuori controllo. Un residente di Kidal, sempre nel nord, ha riferito che la città è in mano al gruppo islamista Ansar Dine che cerca di imporre la sharia.

 

Grecia, lavoratori di porto protestano davanti a Banca Centrale: “Ci hanno rubato i risparmi” (6.4.2012) Euronews

E’ ancora protesta in Grecia: bandiere nere, colpi di clacson, scontri con la polizia in assetto antisommossa. Stavolta sono centinaia di lavoratori portuali a farsi sentire davanti alla Banca Centrale di Grecia. Denunciano di aver perso parte dei loro risparmi: “Ci hanno rapinato. Ci hanno rubato i nostri risparmi – dice Fotis Siakaras, segretario del sindacato dei lavoratori di porto -. Non sapevamo che fossero nei bond. Nessuno ce lo ha chiesto. Questo taglio è sui contributi dei lavoratori portuali”. Durante la manifestazione di protesta ci sono stati momenti di forte tensione che hanno provocato anche il ferimento di alcune persone. L’accordo sullo swap dei titoli, che ha causato forti perdite ai detentori di bond, è essenziale per il piano di salvataggio della Grecia.

 

Usa 2012: G.W.Bush, non scelto candidato (2.4.2012) Ansa

Fratello, padre e madre si sono schierati con Romney.

George W. Bush grande assente dalla campagna elettorale. L'ex presidente degli Stati Uniti non ha ancora ha scelto quale candidato repubblicano appoggiare dopo che sia il padre George che il fratello Jeb, nonche' la madre Barbara, hanno deciso di schierarsi con Mitt Romney. Secondo quanto riportato dalla stampa americamna, Bush jr sembra essersi autoimposto una sorta di esilio politico forzato a differenza del suo predecessore Bill Clinton che si e' lanciato nella mischia nel 2008.

 

Usa 2012/ Le donne abbandonano i repubblicani per sostenere Obama (2.4.2012) Tmn

Sondaggio in 12 'swing States':il vantaggio su Romney è 'rosa'.

Le donne d'America in soccorso di Barack Obama. Secondo l'ultimo sondaggio Usa Today/Gallup, il presidente statunitense ha un netto vantaggio su Mitt Romney, probabile candidato repubblicano alla Casa Bianca, nei 12 'swing States' che decideranno il futuro capo di Stato alle elezioni di novembre. Un vantaggio dovuto alle donne, che abbandonano il partito repubblicano per sostenere Obama. Nel complesso, Obama ha un vantaggio di 9 punti percentuali su Romney (51% contro 42%); un mese fa, il presidente aveva 2 punti di ritardo dall'avversario. Analizzando i dati nei 12 Stati (Colorado, Florida, Iowa, Michigan, Nevada, New Hampshire, New Mexico, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Virginia e Wisconsin) si scopre cosa è cambiato: il voto delle donne. A fronte di una parità tra gli uomini (leggera preferenza per Romney, 48% contro 47%), tra le donne c'è ora una netta preferenza per il presidente in carica, che ha 18 punti percentuali di vantaggio (54% contro 36%). Il più grande cambiamento si è registrato tra quelle con meno di 50 anni: a metà febbraio, meno della metà dichiarava di votare Obama; ora lo fanno più di sei donne su dieci. E il consenso per Romney è crollato di 14 punti, al 30 per cento. Il voto delle donne è stato già decisivo alle elezioni di quattro anni fa, quando Obama ottenne 12 punti percentuali di vantaggio.

A favore di Romney, invece, si dichiarano soprattutto gli uomini over 50: il 56% esprime una preferenza per l'ex governatore del Massachusetts, il 38% per il presidente in carica.

 

Uzbekistan, una economia in crescita (7.4.2012) Euronews

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’Uzbekistan ha gestito bene la crisi finanziaria internazionale, riuscendo a mantenere un bilancio attivo e un basso debito pubblico.

Quella dell’Uzbekistan è una delle economie in costante espansione nell’Asia centrale. Anche nel pieno della crisi finanziaria globale, questa giovane Repubblica ha fatto registrare negli ultimi 5 anni punte di crescita dell’8,5%.

Un trend che, a quanto pare, non è stato frenato nemmeno dalle preoccupazioni internazionali su diritti umani e democrazia Uno dei fondamenti della prosperità dell’ Uzbekistan è nelle sue risorse, principalmente il gas naturale, le cui riserve, secondo le stime della BP, superano 1,58 miliardi di metri cubi. Il 40% del gas prodotto viene esportato.

I rappresentanti delle imprese provenienti da più di 30 paesi si sono riuniti per la quinta edizione del Forum internazionale su finanza e investimenti di Tashkent.

Husan Khasanov, rappresentante del Ministero degli Esteri Uzbeko: “L’industria petrolifera e del gas ha attratto oltre il 60% degli investimenti stranieri. Vogliamo potenziare la capacità di transito di gas naturale nella Repubblica di Uzbekistan, così come la creazione di joint venture nel settore petrolifero e del gas, nella l’industria petrolchimica e, in particolare, della produzione di fertilizzanti.

Per quanto riguarda il transito di gas naturale la holding “Uzbekneftegaz”, insieme alla società cinese CNBC, sta attuando un progetto che si avvale del sostegno della banca statale per lo sviluppo della Cina “.

La maggior parte delle esportazioni di gas Uzbeko riguarda Russia e in Cina. Se fino a qualche tempo fa il flusso maggiore era destinato alla Russia, ora la direzione orientale è diventata la più importante.

Secondo i dati ufficiali, in Uzbekistan attualmente si estrae solo il 25% delle risorse totali di idrocarburi. Le esportazioni di gas naturale sono un motore vitale dell’economia dell’Uzbekistan e rappresentano gran parte del prodotto interno lordo. Ma oltre all’export, strategico è il mercato interno dei combustibili solidi, forte dei notevoli giacimenti di carbone.

 

Ucraina/ Il 19 aprile iniziano udienze nuovo processo Tymoshenko (2.4.2012) Tmn

Ex premier già condannata per altro caso a sette anni.

Le udienze sulle nuove accuse contro l'ex primo ministro Yulia Tymoshenko, già condannata a sette anni di carcere per abuso di potere, inizieranno il 19 aprile. L'ha detto, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax, uno degli avvocati di Tymoshenko. "L'udienza preliminare è prevista per il 19 aprile", ha detto Alexander Plakhotuk, uno dei difensori di Tymoshenko. I reati contestati all'ex capo del governo ucraino sono evasione fiscale e appropriazione indebita, al tempo in cui Tymoshenko era capo della società Sistemi energetici uniti ucraini, tra il 1995 e il 1997. Tymoshenko è già in carcere dallo scorso agosto, e ad ottobre è stata condannata per abuso di potere per i contratti di fornitura di gas russo firmati nel 2009, quando era premier. Le traversie giudiziarie della leader dell'opposizione hanno creato forti tensioni tra l'attuale governo ucraino e l'Ue. L'ex premier accusa il presidente ucraino Viktor Yanukovich di volersi liberare di lei per via giudiziaria. Tymoshenko, inoltre, versa in cattive condizioni di salute. Oggi la Procura generale ucraina ha dato il suo via libera a cure per l'ex pasionaria della rivoluzione arancione al di fuori del carcere.

00:15:16 . 02 Mag 2012
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