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Notizie varie dal mondo


 

Senegal, PRESIDENZIALI: DECIDONO I GIOVANI, IN CERCA DI UN FUTURO (23.3.2012) Misna

“Per buona parte dei giovani senegalesi, il ballottaggio di domenica rappresenta una speranza di cambiamento. Sono loro a vivere il disagio socio-economico più profondo. Basti pensare che più della metà dei giovani diplomati è disoccupato e che l’anno scolastico potrebbe essere invalidato a causa della chiusura delle scuole per le proteste”: Fatou Kama Marone, direttrice dell’organizzazione ‘Rencontre africaine des droits de l’homme’ (Raddho) nonché madre, dà voce al disagio giovanile che negli ultimi mesi si è spesso trasformato in rabbia contro il potere.

Domenica saranno i giovani, dei quali molti andranno a votare per la prima o la seconda volta, l’ago della bilancia elettorale: rappresentano tra il 55% e il 60% della popolazione senegalese e, dall’inizio del 2011, molti di loro guidano le proteste contro il presidente Abdoulaye Wade attraverso il collettivo ‘Y’en a marre’ (‘Basta così’) o il ‘Movimento del 23 giugno’.

Il punto di partenza della crisi attuale è, secondo la Marone, il “marasma del mondo della scuola”. La direttrice della ‘Raddho’ riconosce che in 12 anni di presidenza di Wade sono state costruite tante scuole ma sottolinea che “le infrastrutture da sole non bastano e che le autorità non hanno pensato alla formazione degli insegnanti, poco preparati e spesso precari”. Il risultato, continua la Marone, è che “la qualità dell’insegnamento è molto bassa”. La situazione non è migliore se si guarda alla formazione professionale, per lo più in mano a istituti privati “dai costi proibitivi che in pochi, in una nazione nel complesso povera, riescono a pagarsi”.

A scoraggiare ulteriormente i giovani, sottolinea la direttrice della ‘Raddho’, contribuiscono prospettive economiche negative – il settore agricolo e della pesca sono in piena crisi – e un sistema basato sulla corruzione e il clientelismo. Secondo la Marone, “se non hai le conoscenze giuste, sia nel settore pubblico che nel privato, non riesci a entrare nel mondo del lavoro”. Le uniche alternative sono rappresentate dall’immigrazione verso l’Europa, “con rischi elevati per la propria vita” e buone possibilità di “diventare la preda della corruzione e di tentativi di strumentalizzazione anche a fini politici”. “Spinti dalla delusione e dalla rabbia – dice la Marone – per questi motivi i giovani sono diventati protagonisti di primo piano nelle proteste cominciate l’anno scorso contro la candidatura di Wade. A dare loro forza e audacia ha contribuito la disperazione per l’assenza di futuro ma anche le rivolte della primavera araba, fonti di ispirazione per molti. Se domenica vincerà, l’ex primo ministro Macky Sall dovrà fare i conti con una situazione davvero disperata: in tanti hanno speranze e attese ma per costruire un Senegal diverso ci vorrà tempo”.

 

Mali, GOLPE: A BAMAKO UNA MISSIONE DELL’UNIONE AFRICANA (23.3.2012) Misna

L’Unione Africana (Ua) ha sospeso il Mali dalle proprie attività e disposto allo stesso tempo l’invio di una missione diplomatica per esercitare pressioni sui golpisti al potere a Bamako: lo hanno annunciato oggi, ad Addis Abeba, responsabili dell’organismo.

Le decisioni sono state adottate nel corso di una riunione straordinaria del Consiglio dell’Unione Africana per la pace e la sicurezza. Secondo Jean Ping, presidente della Commissione dell’Ua e coordinatore dell’incontro, se a Bamako non ci sarà un rapido ritorno all’“ordine costituzionale” saranno adottate sanzioni che potrebbero comprendere il divieto di viaggio e il congelamento dei beni all’estero degli autori del golpe. La missione diplomatica sarà composta da rappresentanti dell’Unione Africana e della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas/Cedeao). Già questa sera in Mali è atteso Kadré Désiré Ouédraogo, presidente della Commissione dell’Ecowas. Con i rappresentanti del nuovo potere di Bamako dovrebbe discutere anche del presidente Amadou Toumani Touré: secondo Ping, sta bene ed è protetto da suoi fedelissimi; secondo gli ufficiali della giunta, presto sarà presto consegnato “alla giustizia”.

 

Mali: tuareg conquistano città di Anefis (23.3.2012) TicinoNews

Un altro importante nodo strategico è caduto nelle mani del Fronte nazionale di liberazione dell'Azawad, che si batte per l'indipendenza di alcune regioni del nord del Mali. Lo ha annunciato lo stesso Fronte sul suo sito, dicendo che ieri sera è stata presa la città di Anefis, dopo che i soldati maliani che la difendevano hanno deciso di ripiegare, in direzione di Gao.

La città, che si trova sull'asse viario che collega Gao a Kidal, era presidiata da un battaglio dell'Esercito maliano, che ha preferito ripiegare. Nei giorni scorsi i tuareg avevano conquistato un'altra importante località, Amechach, sede di un contingente militare maliano.

 

Russia/ Stampa: vicepremier Sechin non entrerà in governo Medvedev (19.3.2012) Tmn

"E' una questione di chimica", secondo una fonte.

Il più influente vicepremier del governo di Vladimir Putin, Igor Sechin, con tutta probabilità non entrerà nel prossimo esecutivo guidato da Dmitry Medvedev. Il responsabile del 'core business' dell'economia russa, l'energia, potrebbe passare a supervisionare il colosso dell'atomo "Rosatom", oggi guidato da Sergey Kiriyenko. Lo riporta il quotidiano russo Vedomosti, define improbabile l'ipotesi cje l'uomo di fiducia di Putin possa convivere con il nuovo premier. "Medvedev e Sechin non funzionano insieme: è una questione di chimica", ha detto una fonte. La combinazione Medvedev - Sechin non funziona, conferma un altro funzionario, perchè "Sechin è troppo potente, dominerebbe e questo sarebbe inaccettabile". Igor Sechin è considerato una delle persone più vicine a Putin, che si prapara a tornare al Cremlino per un terzo mandato. I due hanno iniziato a lavorare insieme nei primi anni 90 al municipio di San Pietroburgo. Sechin divenne noto come "eminenza grigia" della squadra di Putin dal 2000, grazie alla sua sempre crescente influenza.

 

Turchia/ Tirò uova a ministro, rischia cinque anni di carcere (19.3.2012) Tmn

Due studenti contestarono Bagis a Smirne lo scorso dicembre.

Due studenti universitari turchi di 20 anni rischiano rispettivamente fino a cinque e due anni di carcere per aver tirato uova al ministro turco per l'Europa Egemen Bagis e per averlo contestato lo scorso dicembre. Lo scrive il quotidiano Hurriyet, spiegando che la pena richista dal pubblico ministero di Smirne, città dove ha avuto luogo la contestazione, ha chiesto per E.C. una pena di cinque anni è per "aver ferito una persona di proposito" e per A.D. di due anni per aver urlato degli slogan (i due sono identificati solo con le loro iniziali).

Bagis si era recato a Smirne per tenere un discorso alla Ege Universitesi, quando un gruppo di studenti ha iniziato a contestarlo. Nonostante il servizio di sicurezza, E.C. era riuscito a tirare delle uova, una delle quali aveva colpito il ministro all'occhio. In quell'occasione gli studenti avevano anche urlato slogan contro il partito di governo come "fuori l'Akp dalla nostra università".

I due ragazzi erano stati arrestati subito dopo la contestazione ma poi rilasciati. Non è la prima volta che Bagis viene fatto oggetto di un lancio di uova. Era già successo nel 2010. In quel caso però era stata colpita solo la giacca del ministro e allo studente della università Odtu di Ankara era toccato solo di pagare il conto della lavanderia.

 

VENEZUELA, PRESIDENZIALI: PRIMO TESTA A TESTA NEI SONDAGGI (23.3.2012) Il Velino**

Una rilevazione della compagnia Consulters 21 mette per la prima volta in parità Hugo Chavez e lo sfidante Hector Capriles.

Per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale, il presidente venezuelano Hugo Chávez viene raggiunto nei sondaggi dallo sfidante Henrique Capriles. Una inchiesta della “Consultores 21” rivela che alle presidenziali del 7 ottobre Chavez otterrebbe i voti del 46 per cento dell’elettorato, solo un punto percentuale in più rispetto a quelli che andrebbero a Capriles. Una rivelazione isolata, certo, ma che segna una indubbia novità nella campagna elettorale. Le intenzioni di voto recensite appena a inizio marzo da istituti come Ics e Hinterlaces stabilivano in quote comprese tra il 18 e il 33 per cento lo scarto tra i due contendenti, in favore di Chavez. Difficile valutare l’impatto che le vicende personali del capo di Stato, in particolar modo quelle legate allo stato di salute, hanno sul gradimento pubblico in ottica elettorale. Anche perché al moto di solidarietà verso il leader bolivariano nato dopo l’annuncio di un nuovo intervento per la rimozione di un cancro si contrappone la valutazione sulla capacità di tenuta dell’incarico per un nuovo mandato. L’inchiesta pubblicata dai media locali chiude una settimana che si era aperta con la denuncia di Chavez di un complotto che avrebbe attentato alla vita del suo rivale. “Non ho paura e non mi lascerò intimidire da queste parole” aveva risposto Capriles prima di affondare il colpo: “Lo dico onestamente: non è chiaro se si trattava di un avvertimento o di una minaccia”.

 

Sudan/ Al Jazeera denuncia: villaggi rasi al suolo in Kordofan (19.3.2012) Tmn

Migliaia di persone rifugiate nelle grotte dei Monti Nuba.

Migliaia di persone sono fuggite dalle loro case nella regione sudanese del Sud Kordofan, cercando riparo nelle vicine montagne, per il timore di nuovi attacchi da parte delle forze di Khartoum che hanno già raso al suolo interi villaggi. E' quanto scrive oggi l'emittente araba al Jazeera, in un reportage realizzato nella regione al confine tra Sudan e Sud Sudan. Da mesi sono in corso nella regioni scontri tra l'esercito sudanese e i ribelli Nuba, che combatterono al fianco dei sudisti durante i 22 anni di guerra civile tra Nord e Sud del Paese. Khartoum ha puntato il dito contro i miliziani indipendentisti del Movimento di liberazione popolare del Sudan-Nord (Splm-N), legati al Movimento popolare di liberazione del Sudan (Splm), che si è battuto per l'indipendenza del Sud Sudan e che ora governa il neonato stato. Ma gli abitanti della regione accusano il governo di una campagna mirata a farli morire di fame. "L'unica cosa che io e i miei figli possiamo fare è stare in queste grotte, se usciamo ci uccidono", ha detto ad al Jazeera Halima Kuku, che ha trovato rifugio con la famiglia in una grotta dei Monti Nuba. L'emittente araba ha definito "città fantasma" Bram, un centro amministrativo della regione che contava circa 5.000 abitanti. "Pochi mesi fa, è arrivato qui l'esercito sudanese e tutti gli abitanti sono fuggiti sulle montagne - ha dichiarato l'inviato di al Jazeera - l'esercito ha distrutto tutti gli edifici. Ha dato fuoco a ogni casa. Hanno bruciato i raccolti, i magazzini di grano". Le Nazioni Unite hanno accusato il governo di Khartoum di bloccare gli aiuti umanitari nella regione. "Abbiamo visto persone che stanno morendo di fame", ha detto l'inviato di al Jazeera, confermando l'allarme lanciato nei mesi scorsi dalle organizzazioni umanitarie. Secondo l'Onu, sono circa 300.000 le persone che rischiano di morire di fame se Khartoum non consentirà l'arrivo degli aiuti nella regione. Proprio per fare pressioni sul governo sudanese, perchè autorizzi l'arrivo di cibo e medicinali sui Monti Nuba, venerdì scorso George Clooney ha manifestato davanti all'Ambasciata sudanese a Washington con alcuni membri del Congresso, facendosi poi arrestare per "occupazione del suolo di proprietà dell'ambasciata".

 

Presidenziali Senegal: l’outsider Macky Sall tenta di battere Wade (23.3.2012) Euronews

Il presidente senegalese Abdoulaye Wade cerca la riconferma per la terza volta consecutiva. Al secondo turno delle elezioni, in programma domenica prossima, parte dal 34,8% dei voti ottenuti il 26 febbraio scorso. A 85 anni ha dovuto appellarsi al Consiglio costituzionale per ricandidarsi, ottenendo una deroga al limite di due mandati imposto dalla costituzione.

Il suo rivale è l’ex delfino Macky Sall, 50 anni, fino al 2007 suo primo ministro. Il 26,5% ottenuto al primo turno è un risultato destinato a crescere perché tutte le forze di opposizione stanno convergendo sulla sua candidatura. Sall ha anche l’appoggio del cantante Youssou N’Dour, escluso dalla corsa per mancanza di firme dal Consiglio costituzionale.

Determinati saranno anche coloro che si sono astenuti al primo turno a causa della paura di uscire per le strade dopo gli atti di violenza esplosi per l’esclusione di N’Dour.

 

Germania: si insedia presidente Gauck (19.3.2012) Ansa

Passaggio testimone con Wulff dopo elezione di ieri.

Il presidente della Repubblica federale tedesca Joachim Gauck si insedia questa mattina al castello di Bellevue, a Berlino. Qui e' previsto l'incontro con il precedessore dimissionario Christian Wulff e con il presidente del Bundesrat (la Camera bassa tedesca) Horst Seehofer, che ha ricoperto la funzione presidenziale nel periodo di transizione. Al fianco di Gauck la compagna Daniela Schadt che ha gia' annunciato di non voler vivere a Bellevue.

 

Golpe in Mali: Sanogo promette di lasciare il potere entro 9 mesi (23.3.2012) Euronews

Fori di proiettile sulla facciata del palazzo presidenziale di Bamako.

Sono ore di saccheggi e rappresaglie in Mali, dopo il golpe militare. Costituzione sospesa, esponenti del deposto governo agli arresti, così come gli ufficiali che non hanno aderito al pronunciamento.

Voci discordanti sulla sorte del presidente Amadou Touré, in salvo per i suoi fedelissimi, nelle mani dei golpisti secondo Amadou Sanogo, capo della giunta militare: “Non vi dirò dove si trova il presidente – ha risposto a un giornalista che lo ha intervistato”.

“Almeno sta bene?” “Sta bene – risponde Sanogo – è al sicuro”

Nel nord i ribelli tuareg hanno approfittato della confusione per guadagnare terreno e si lanciano alla conquista di città come Kidal e Gao.

La giunta militare promette di lasciare il potere entro nove mesi, ma c‘è preoccupazione tra gli abitanti di quella che era considerata una delle democrazie più stabili del continente africano.

“Siamo un pò sollevati – dice un giovane della capitale – ma anche delusi, perché colui che ha portato la democrazia in Mali è stato cacciato via con le armi”.

“Non posso dire di avere piena fiducia perché ora ci sono i soldati al potere – confessa un altro ragazzo – La giunta militare fa dichiarazioni alla tv, ma nessuno sa quali siano le loro reali intenzioni”. Almeno tre persone hanno perso la vita nelle ore successive al colpo di Stato. Da New York arriva la condanna dell’Onu e la richiesta di ripristinare un governo legittimo.

 

Germania: giura Gauck, il presidente non politico (23.3.2012) Euronews

Joachim Gauck ha prestato giuramento davanti al parlamento tedesco, il Bundestag e il Bundesrat a sessione congiunta. Il neo-presidente si prepara al primo viaggio in veste ufficiale, e sarà in Polonia, la settimana prossima. Gauck è un “ossi”, un tedesco dell’Est, come Angela Merkel: guarda dunque istintivamente all’Est, ma guarda anche, e soprattutto, all’Europa, cui ha dedicato parole importanti nel suo discorso d’investitura:

“Proprio nella crisi vogliamo osare più Europa”, ha detto Gauck, ricordando che se per la sua generazione l’Europa era una solida tradizione, per i giovani può rappresentare “la chance di una società aperta e una meravigliosa possibilità”.

Quello della speranza e del coraggio è un messaggio che Gauck ha sottolineato anche in chiave tedesca: ha invitato i suoi concittadini ad avere più coraggio e fiducia in se stessi e nelle istituzioni. Parole forse credibili per i cittadini proprio perché pronunciate da uno che non è mai stato politico, e alla cui leadership morale il Paese si affida ora per uscire da una crisi che è anche d’identità.

 

Ecuador: a Quito la marcia indigena contro le miniere (23.3.2012) Euronews

“Per la vita, l’acqua e la terra”: la marcia degli indios ecuadoriani si conclude nella capitale, Quito, dopo 700 km, coperti in poco più di due settimane.

Una protesta a tutela dell’acqua delle loro terre amazzoniche, contro la concessione per una grande miniera a cielo aperto firmata dal governo per la Ecuacorriente, società controllata da investitori cinesi. L’accordo con la Ecuacorriente è il primo del genere, e fa parte di un piano minerario d’ampio respiro: quest’anno il governo conta di firmare altri tre contratti con altrettante multinazionali canadesi, e un altro con la Ecuacorriente. Nel corso di una contro-manifestazione, il Presidente Rafael Correa ha contestato l’alternativa secca tra acqua o miniere:

“Ci propongono questa alternativa – ha detto – come se non potessimo avere al contempo buona acqua e buone miniere. Non consentiremo a nessuno di privarcene: siamo quelli che hanno difeso l’acqua in questo paese, e non a parole”, ha proseguito il presidente, riferendosi alla recente riforma costituzionale per la redistribuzione delle risorse idriche.

Le proteste degli indigeni, sempre per questioni ambientali e di espropri di terre, hanno costretto alle dimissioni due presidenti: nel ’97 e nel 2000.

 

Cina: oltre 2000 tibetani in strada (19.3.2012) Ansa

Contro occupazione cinese e per ritorno Dalai Lama.

Oltre 2000 persone sono scese ieri e oggi in strada a Malho, nel Tibet Orientale, brandendo bandiere tibetane, protestando per l'occupazione cinese del Tibet e chiedendo il ritorno del Dalai Lama. Lo riferiscono fonti di organizzazioni che si battono per la causa tibetana. Dalle 7.30 di ieri i manifestanti hanno occupato le strade dopo che ieri oltre 8.000 tibetani a Rebkong hanno reso omaggio alla salma di Sonam Dhargey, l'agricoltore che si e' dato fuoco sabato.

 

Turchia, Kurdistan: sanguinosi scontri PKK-esercito turco (23.3.2012) Euronews

Sei poliziotti e sei ribelli curdi sono morti in due giorni di intensi combattimenti tra le forze dell’ordine turche e i membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan nel sud est della Turchia.

La vasta operazione delle forze turche e’ portata avanti da diverse migliaia di soldati e poliziotti, appoggiati dall’aviazione, nella zona del monte Cudi, nella provincia del Sirnak, vicino ai

confini con Siria e Iraq.

 

Portogallo: alta adesione allo sciopero generale nel settore pubblico (23.3.2012) Euronews

Nel centro di Lisbona si è concluso con pesanti cariche della polizia lo sciopero generale di 24 ore contro le misure di austerità. Diversi i manifestanti feriti, tra cui due fotografi che stavano testimoniando l’intervento degli agenti. La tensione è esplosa soprattutto nella capitale, mentre nel resto del Portogallo si sono svolte una trentina di manifestazioni indette dalla Confederazione Generale dei Lavoratori. Il sindacato che si oppone alla riforma del lavoro, che renderà i licenziamenti più facili, ha chiesto al governo di non piegarsi alle imposizioni di Unione Europea, Fmi e Banca Centrale Europea. La mobilitazione ha avuto un’alta adesione soprattutto nel settore pubblico, in particolare nei trasporti. Ferme le metropolitana e ridotti ai minimi termini autobus e treni.

 

Mali: testimone a euronews “saccheggi in atto, gente è tranquilla” (22.3.2012) Euronews

Euronews ha contattato nella capitale del Mali, Bamako, Ignacio Garcia-Martin, un geologo spagnolo che si trova nel paese per lavoro.

Questa la sua testimonianza telefonica dall’albergo dove alloggia. “La strada è sotto il controllo dei militari. Ci sono pattuglie ovunque, ma al momento, non sento più gli spari. Stanno saccheggiando quello che possono dagli alberghi con la scusa di cercare il presidente. Sono arrivati al mio albergo ​​con un camioncino, diverse auto rubate e delle moto”.

“Quando sono entrati – prosegue il testimone – hanno rubato tutti gli alcoolici, le bevande e poi hanno saccheggiato la reception e preso le chiavi delle camere per controllarle”.

“Abbiamo contatti con il mondo esterno solo attraverso il telefono. Niente più – conclude Gracia-Martin – Quando sono entrati ho visto che stavano prendendo i telofoni agli altri, ho tenuto il mio in tasca e non me l’hanno chiesto. Qui la gente reagisce con tranquillità, in modo molto più naturale di noi. Sono tutti abbastanza tranquilli”.

Le Nazioni Unite e le potenze mondiali, da Parigi a Washington, hanno condannato il golpe e chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale.

 

Siria: scontri a Damasco (19.3.2012) Ansa

Tv di stato conferma, uccisi '3 terroristi e 1 poliziotto'.

Un ''intenso'' scontro a fuoco e' stato registrato a Damasco poco prima dell'alba tra militari disertori e i fedeli al presidente Assad, nel quartiere di Mezze. Lo scontro, segnalato da testimoni, è stato confermato dalla tv di stato, che ha parlato di "3 terroristi" e 1 poliziotto uccisi. Sono stati arrestati due esponenti dell'opposizione: Mohammed Sayyed Rassas, leader del Coordinamento per il cambiamento democratico (Bcn) e Farzand Omar, del partito Costruire lo Stato siriano.

 

Russia/ Clima si scalda in Parlamento, grandi manovre opposizione (19.3.2012) Tmn

Mironov promette che non sosterrà Medvedev premier.

L'opposizione parlamentare russa tenta di riorganizzarsi e di affilare le armi, mentre Vladimir Putin si prepara all'ultimo appuntamento da premier alla Duma, la Camera bassa del parlamento russo, il prossimo 11 aprile. Sergey Mironov, capo di Russia Giusta - arrivato ultimo alle recenti elezioni presidenziali - ha annunciato che proporrà al suo partito di non sostenere Dmitri Medvedev futuro premier e cerca di guadagnare posizioni grazie a nuove intese: ha proposto al partito Comunista di fondersi con il suo movimento e vorrebbe inserire nuovi elementi, prendendoli dall'opposizione di piazza. Mironov ha criticato apertamente lo scambio di poltrone tra Vladimir Putin e Dmitri Medvedev, che passa dal Cremlino al governo per lasciare il posto all'attuale premier e suo mentore. "Non c'è nulla di buono nei cosiddetti scambi. Riteniamo che dovremmo seguire un'altra strada. Dmitry Medvedev è un brillante avvocato, un esperto di diritto pubblico, non dovrebbe rimanere senza lavoro. Sto esprimendo il mio punto di vista con argomenti personali" ha detto Mironov. I negoziati per un'alleanza tra forze di sinistra non vengono condotti a livello ufficiale: dietro le quinte ci sarebbe il deputato di Russia Giusta Ilya Ponomarev, già noto per la partecipazioni alle manifestazioni anti Putin degli ultimi mesi. Tra le varie idee compare anche l'ingresso come indipendente nel partito di Mironov del leader del movimento Fronte di Sinistra, Sergei Udaltsov, attualmente agli arresti per resistenza a pubblico ufficiale avvenuta durante l'ultima protesta di piazza. Quanto a Putin, il suo intervento alla Duma dell'11 aprile, non dovrebbe riservare difficoltà particolari: il suo partito, Russia Unita, continua a detenere la maggioranza alla Camera. Ma è chiaro che dopo le contestazioni di piazza degli ultimi mesi, la figura del futuro presidente è in cerca di un nuovo rafforzamento. E in questo contesto, i ministri di Putin stanno giocando il proprio futuro, la possibilità o meno di entrare nel nuovo esecutivo. Tra l'altro il 13 aprile, giorno di question time, è atteso in aula il ministro degli interni Rashid Nurgaliyev. Quest'ultimo, da sempre ben saldo al suo posto, si gioca la poltrona nel prossimo governo, dopo il caso dell'uomo morto a Kazan in seguito alle violenze subite in un dipartimento di polizia. Fonti sentite da Tmnews, tuttavia, assicurano che non dovrebbero esserci sorprese.

 

Kazakistan/ Confermato carcere preventivo per politici opposizione (19.3.2012) Tmn

Accusati d'aver fomentato scontri di metà dicembre.

Il tribunale di Almaty, in Kazakistan, ha esteso oggi di un altro mese i termini di carcerazione preventiva per due leader del partito d'opposizione fuorilegge Alga! Lo scrive il sito internet di Radio Free Europe/Radio Liberty. Vladimir Kozlov e Separghali sono stati arrestati dai servizi kazaki a gennaio. L'accusa nei loro confronti è quella di aver fomentato gli scontri di metà dicembre nella città sudorientale di Dzhanaozen, in cui morirono una quindicina di persone.

Entrambi gli esponenti politici negano ogni accusa e sostengono di essere in carcere perché oppositori del presidente Nursultan Nazarbaiev.

 

Grecia/ Venizelos annuncia dimissioni da ministro delle Finanze (19.3.2012) Tmn

Dopo la sua elezione a presidente del partito socialista Pasok.

Il ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos ha annunciato che intende lasciare il suo incarico, come previsto, dopo essere stato eletto ieri presidente del partito socialista Pasok.

"Ho avuto l'occasione durante una riunione di saluto questa mattina al ministero delle Finanze di lasciare le mie ultime consegne", ha indicato Venizelos ai mass media al termine di una riunione con il presidente della repubblica Carolos Papoulias e appena prima di incontrare il primo ministro Lucas Papademos, al quale deve rassegnare ufficialmente le dimissioni.

 

Russia/ Berezovsky, nemico giurato di Putin, fonderà un partito (19.3.2012) Tmn

Lo ha annunciato l'oligarca in esilio a Londra.

L'oligarca russo in esilio a Londra, Boris Berezovsky, ha annunciato la decisione di fondare un suo partito, basato sui valori cristiani e democratici. "Propongo di fondare un nostro partito", ha scritto il nemico giurato di Vladimir Putin sul suo blog, lanciando due possibili nomi: il partito Cristiano-democratico Rivoluzionario, oppure il Partito della Resurrezione, per sottolineare la necessità di far risorgere la Russia dopo il primo decennio putiniano. Berezovsky sostiene che a questa nuova formazione non servirà la registrazione a Mosca, prospettando dunque un partito in esilio. Lui stesso vive in Gran Bretagna da oltre un decennio, da quando entrò in rotta di collisione con Putin: ha poi ottenuto da Londra lo status di rifugiato politico. Dopo l'inizio delle contestazioni contro il premier russo, l'ex cardinale grigio dell'era di Boris Eltsin ha sostenuto che "Putin farà la fine dei Gheddafi" e ha prospettato un suo rientro a breve in Russia, appena il premier che sta per tornare al Cremlino sarà - a suo avviso- messo da parte.

 

Birmania: liberato capo minoranza Karen (19.3.2012) Ansa

Gesto distensivo governo dopo fragile tregua con ribelli.

Un anziano leader della minoranza Karen condannato la scorsa settimana a 20 anni di prigione, Mahn Nyein Maung, è stato liberato oggi dalle autorità birmane. Lo ha annunciato l'Unione nazionale dei Karen (Knu) che da oltre mezzo secolo porta avanti la lotta per una maggiore autonomia del gruppo etnico al confine con la Thailandia. Mahn Nyein Maung è stato fatto rientrare nell'indulto concesso a centinaia di prigionieri politici lo scorso febbraio.

 

Russia/ Disfatta di partito Putin a Togliatti: Vince indipendente (19.3.2012) Tmn

Nuovo sindaco Andreev distanzia di 17 punti candidato governativo.

Nuova sconfitta, bruciante, per Russia Unita, che ha visto il suo candidato-sindaco a Togliatti pesantemente battuto da un indipendente. Oggi Sergey Andreev, 38 anni, di formazione psicologo, è stato nominato primo cittadino della città da sempre feudo della classe operaia, all'ombra della fabbrica automobilistica Avtovaz (negli anni settanta vi si produceva in collaborazione con la Fiat). Al ballottaggio per l'elezione del sindaco, dopo il primo turno del 4 marzo, il candidato del partito governativo Alexandr Shakhov ha raccolto solo il 40% dei voti, a fronte del 57% di Andreev. Per la formazione putiniana è una seria batosta, che fa temere per le altre amministrative in vista.

Il nuovo sindaco della città sul fiume Volga, in realtà, non è un neofita della politica: è già stato deputato locale e aveva flirtato con il progetto di un partito sotto la direzione del magnate Mikhail Prokhorov, poi spodestato nel giorno del primo congresso. Alla fine, Andreev aveva accettato di entrare nel dipartimento regionale per la Risorse Naturali.

Comunque, la sua vittoria oggi è percepita come un successo dell'opposizione anti-Putin. Secondo molti analisti politici, da Togliatti arriva un ulteriore segno di un trend 'antigovernativo' in atto in tutto il Paese, mentre i vertici di Russia Unita minimizzano, sottolineando che la città dell'auto nel centro del Paese fa parte della cosiddetta 'cintura rossa' comunista.

 

Turchia/ Nuovi guai giudiziari per giornalista appena scarcerato (19.3.2012) Tmn

Ahment Sik indagato per dichiarazioni contro giudici e polizia.

Ahmet Sik, firma del giornalismo turco uscito dal carcere settimana scorsa dopo più di un anno con l'accusa di far parte di un complotto contro il governo, ha nuovi guai con la giustizia. La procura speciale di Istanbul lo ha messo sotto inchiesta per alcune dichiarazioni al momento del rilascio, in cui Sik ha accusato polizia, giudici e magistrati inquirenti di cospirare contro di lui per conto della potente confraternita di Fetullah Gulen, pensatore islamico emigrato negli Usa, molto vicino al governo confessionale e conservatore di Recep Tayyip Erdogan. Insieme ad altre 12 persone Sik è sotto processo per l'accusa di associazione a organizzazione terroristica nell'ambito del prcedimento contro Odatv, emittente online accusata di rappresentare il ramo media dell'organizzazione segreta Ergenekon, che secondo i magistrati dell'accusa avrebbe cercato per anni di rovesciare il governo Erdogan. Lunedì scorso, dopo l'undicesima udienza del processo, la Corte Penale di Istanbul ha deciso di rimettere in libertà lui, Nedim Sener e altri due giornalisti. Appena uscito dal carcere di Silivri, visibilmente stravolto, Sik lunedì scorso ha detto che poliziotti, giudici e procuratori meritano il carcere. "Solo per il mio caso ci sono cinque persone in carcere. Circa 100 giornalisti sono ancora dietro le sbarre. Il problema della libertà di espressione non riguarda solo i giornalisti. In carcere ci sono anche circa 600 studenti. Andiamo avanti con la nostra lotta. Giudici, pubblici ministeri e forze dell'ordine che hanno architettato e portato avanti questa cospirazione andranno in prigione. Quelli legati alla comunità e alle gang entreranno qui. Giustizia sarà fatta quando saranno qui" ha detta il giornalista. Il riferimento è al movimento di Gulen, che per Sik aarebbe dietro il suo arresto. Il procuratore speciale Muammer Aktas ha aperto un'inchiesta nei confronti di Sik per minacce contro i giudici e per averli esposti a possibili attacchi terroristici, ha chiesto il materiale video relativo alle dichiarazioni e potrebbe ascoltare il giornalista nei prossimi giorni. Nel processo su OdaTV, Sik è accusato di far parte di un'organizzazione terroristica che incita all'odio l'opione pubblica, di aver ottenuto documenti relativi alla sicurezza di stato, di essere in possesso di documenti riservati e di violazioni della privacy. L'arresto di Sik a suo tempo fece particolare scalpore perchè la polizia sequestrò le bozze di un suo libro non ancora in pubblicazione, "L'armata dell'imam" in cui raccontava l'infiltrazione di elementi della confraternita di Gulen dell'apparato di polizia turco. Il volume è uscito nelle librerie sei mesi fa grazie al lavoro di alcuni amici del giornalista con il titolo 000kitap (libro000) ed è stato per settimane in testa alle classifiche di vendita.

 

Sa 24.3.2012

 

Mali, ribelli avanzano nel nord,golpisti a caccia del presidente (23.3.2012) Reuters

Nel Mali settentrionale i ribelli tuareg stanno avanzando verso sud per occupare le posizioni abbandonate dalle forze governative, riferiscono fonti, mentre i soldati ammutinati nella capitale Bamako stanno dando la caccia al presidente Amadou Toumani Toure.

I ribelli dell'Mnla si stanno avvicinando alle cittadine del nord del paese africano avvantaggiandosi della confusione seguita al tentato golpe dai gradi inferiori dell'esercito, ha riferito a Reuters una fonte militare. I militari ammutinati, che contestano quella che secondo loro è la debole gestione del governo nella lotta contro i ribelli del nord, hanno preso a pattugliare le strade di Bamako dopo aver assunto il controllo del palazzo presidenziale e della tv di stato.

Il loro portavoce, parlando coi giornalisti, ha detto che gli ammutinati stanno cercando il presidente per arrestarlo. Si ignora dove Amadou Toumani Toure sia nascosto, anche se circolano notizie non confermate secondo cui sarebbe protetto dalle truppe rimaste fedeli in città.

Stamattina intanto nella Capitale si sono sentiti sporadici colpi d'arma da fuoco, ha riferito un reporter Reuters.

 

India: Orissa, 50 maoisti sequestrano un parlamentare indiano (24.3.2012) AsiaNews

È accaduto del distretto di Koraput. Jhina Hikaka, del Biju Janata Dal (Bjd), stava tornando a casa. Per lui, i guerriglieri hanno posto le stesse condizioni per il rilascio degli ostaggi italiani. Paolo Bosusco scrive alla famiglia: “Se qualcosa dovesse andare molto male, sappiate che vi voglio bene”.

Questa mattina oltre 50 ribelli maoisti hanno sequestrato Jhina Hikaka (v. foto), parlamentare del Biju Janata Dal (Bjd), nel distretto di Koraput (Orissa). I guerriglieri hanno bloccato l'uomo mentre tornava a casa. Le sue guardie di sicurezza sono state fatte andare via, senza telefoni cellulari. Intanto, si apre oggi il terzo giorno di trattative per il rilascio dei due italiani, nelle mani dei maoisti dal 14 marzo scorso. Il Bjd è il partito del chief minister dell'Orissa, Naveen Patnaik.

Per la liberazione di Hikaka, i maoisti ha posto al governo le stesse condizioni del rapimento di Claudio Colangelo e Paolo Bosusco. Tra queste, il fermo di ogni operazione militare anti-maoista e la liberazione di alcuni prigionieri, inclusa la moglie del leader locale Sabyasachi Panda. BD Sharma e Dandapani Mohanty, i negoziatori impegnati nelle trattative per la liberazione degli italiani, hanno fatto appello ai maoisti di rilasciare il parlamentare Bjd. Intanto, come riporta l'emittente televisiva Cnn-Ibn, Bosusco avrebbe inviato una lettera ai suoi familiari. In essa, la guida turistica scrive: "Sono stato rapito da un gruppo estremista locale e spero che tutto finisca presto. Se qualcosa dovesse andare molto male, voglio solo dirvi che vi voglio bene".

 

Spagna: 10 anni interdizione ad amministratori che sperperano (23.3.2012) Ansa

Dieci anni di interdizione dai pubblici uffici per gli amministratori pubblici che falsificano o occultano dati sul deficit e parametri per limitare gli stipendi dei dirigenti degli enti locali. Sono alcune delle misure contenute nel progetto di legge per la trasparenza e l'accesso all'informazione pubblica, approvato oggi dal consiglio dei ministri e illustrato nella successiva conferenza stampa dalla vicepremier Soraya Sanz de Santamaria. La vicepresidente l'ha qualificato come una delle norme più importanti del programma politico dell'esecutivo di Mariano Rajoy. Il disegno di legge include un codice di buon governo con relative sanzioni in caso di violazione ed obbliga politici e gestori pubblici ad informare sull'uso del danaro dei contribuenti, sull'esempio di analoghe normative approvate negli Stati Uniti ed in altri paesei europei. Include l'interdizione nei confronti dei politici e gestori pubblici che occultino fatture o conti, omettano la documentazione richiesta, che superino il limite di deficit pubblico o sperperino il danaro dei contribuenti, che verrà considerato un reato. Le amministrazioni pubbliche saranno tenute ad informare in maniera trasparente dell'uso del danaro pubblico e, a tal fine, il governo istituirà una portale web per la trasparenza, su cui verranno pubblicate le sovvenzioni, i dati relativi a concorsi o appalti, e l'ammontare degli stipendi dei dirigenti pubblici. E' previsto che il portale entri in funzione prima dell'estate, quando sarà concluso l'iter parlamentare del progetto di legge.

A partire dall'entata in vigore della normativa, i funzionari avranno l'obbligo di informare sulla gestione dei fondi pubblici, su richiesta di qualunque cittadino, entro un mese dalla petizione.

 

El Salvador, dalle urne una sconfitta per il Fmln (13.3.2012) Latinoamericana

Arena (Alianza Republicana Nacionalista, destra) torna ad essere il primo partito con 33 deputati, mentre il Fmln retrocede a 31 (quattro in meno rispetto alle elezioni del 2009). Al terzo posto Gana (Gran Alianza por la Unidad Nacional, nata da una scissione di Arena) con undici parlamentari, seguita da Cn (Concertación Nacional, ex Partido de Conciliación Nacional) con sei. Un seggio ciascuno ottengono il Pes (Partido de la Esperanza, ex Democrazia Cristiana), Cambio Democrático e la coalizione Pes/Cn. Il risultato del voto di domenica 11 marzo costituisce per il Fmln un segnale allarmante in vista delle presidenziali del 2014. Alla sconfitta delle legislative si aggiunge la batosta delle amministrative: a San Salvador il sindaco uscente, Norman Quijano di Arena, vince con ampio margine nonostante gli sforzi del suo avversario Jorge Schafik Handal (figlio del defunto leader comunista). E il Frente perde bastioni storici nella zona metropolitana della capitale: Mejicanos, Soyapango, Ilopango, Apopa, San Martín, Tonacatepeque, Ayutuxtepeque, Santo Tomás. La classe media e gli strati popolari urbani, che ne avevano decretato la vittoria tre anni fa, ora gli hanno voltato le spalle, in parte disertando le urne, in parte riversando i loro suffragi su altri partiti, come Gana. Quest'ultima formazione infatti non ha eroso consensi ad Arena, ma ha pescato voti da Cn, Pes e Fmln. Eppure innegabili progressi sono stati realizzati dal governo Funes su impulso del Frente: dai programmi sociali a favore degli studenti meno abbienti, all'avvio della riforma sanitaria per estendere l'assistenza medica all'intera popolazione. Agli inizi di marzo è stata promulgata la Ley de Medicamentos, che garantisce al Ministero della Salute il controllo di prezzi, commercializzazione e distribuzione dei farmaci. Ma il Fmln paga la perdita di contatto con la base, da cui alcuni suoi quadri si sono allontanati per rincorrere privilegi e posti di potere. Arena dal canto suo ha saputo trarre profitto dalla debole risposta del governo alle difficoltà economiche, alla disoccupazione, al continuo aumento della criminalità. Su tali temi la destra ha condotto un'incessante campagna contro il Frente, fingendo di ignorare che questo partito non ha mai avuto alcuna influenza sulle scelte economiche dell'esecutivo e che nel novembre scorso ha dovuto cedere il controllo del Ministero della Giustizia e della Sicurezza all'ex generale David Munguía Payés.

In gennaio un altro generale, Francisco Salinas, è stato posto a capo della Policía Nacional Civil. Le due nomine sono state assai criticate da ampi settori democratici e dalla stessa Universidad Centroamericana (retta dai gesuiti), che vedono con preoccupazione il ritorno dei militari a un ruolo repressivo. Non si può dimenticare che il Salvador ha sperimentato, durante la guerra civile, innumerevoli violazioni dei diritti umani commesse proprio dalle forze armate.

 

Ecuador, i cinque anni di Rafael Correa (20.1.2012) Latinoamericana

Ha lasciato Quito la missione dell'Onu incaricata di indagare gli avvenimenti del 30 settembre 2010, quando la rivolta di alcuni reparti di polizia sfociò nel sequestro del capo dello Stato e in scontri che provocarono morti e feriti. Dopo una serie di incontri con autorità civili e militari, esponenti politici e rappresentanti della società civile, in un comunicato emesso il 20 gennaio i delegati delle Nazioni Unite hanno espresso le loro conclusioni: si trattò di "un tentativo di destabilizzazione politica e una minaccia all'ordine costituzionale e democratico". L'inchiesta era stata sollecitata dal governo ecuadoriano per confutare le posizioni dell'opposizione, che ha sempre negato l'ipotesi di un fallito colpo di Stato.

La polemica ha avuto eco anche negli Stati Uniti, dove The Washington Post, nel suo editoriale del 12 gennaio, ha definito il presidente Correa "un autocratico accolito di Hugo Chávez", che "dovrebbe essere noto per il più completo e spietato assalto alla libertà dei media in corso nell'emisfero occidentale". L'articolo si riferiva al processo intentato da Correa contro il giornale El Universo, che riferendosi ai fatti del 30 settembre lo aveva accusato di aver ordinato di sparare contro persone innocenti. Una risposta alle affermazioni del quotidiano statunitense è venuta da Nathalie Cely, da poche settimane ambasciatrice a Washington. Dopo aver rivendicato per il capo dello Stato, come per qualsiasi cittadino, il diritto di "difendere il suo onore di fronte a eventuali offese", la diplomatica segnala come sia giunta l'ora "di realizzare una discussione lucida sui privilegi e le responsabilità della stampa. E' questo il processo in corso in maniera pubblica, problematica e democratica in Ecuador".

La nomina di Nathalie Cely, e quella contemporanea di Adam E. Namm come rappresentante Usa a Quito, hanno segnato il ristabilimento dei rapporti diplomatici tra i due paesi, messi in crisi nell'aprile scorso dalle rivelazioni di Wikileaks. In un cablogramma del 2009 venivano infatti riportati i giudizi negativi dell'ambasciata nordamericana sul generale Humberto Vaca, implicato in casi di corruzione, e veniva insinuato il sospetto che Correa lo avesse posto deliberatamente a capo delle forze di sicurezza per poterlo manipolare.

Il tentativo di golpe ha rappresentato il momento più drammatico della presidenza di Rafael Correa, che a metà gennaio ha celebrato il suo quinto anno al potere con una popolarità del 55%. Un record per questo paese, dove nell'ultimo decennio nessun capo di Stato è riuscito a terminare il suo mandato senza essere cacciato dalla protesta popolare. Come scrive Emir Sader su Alai, América Latina en Movimiento (16/1/2012), la Revolución Ciudadana guidata da Correa "privilegia le politiche sociali e non il riequilibrio fiscale, i processi di integrazione regionale e le alleanze tra il Sud del mondo e uno Stato forte, promotore della crescita economica e garanzia dei diritti sociali e non lo Stato minimo, che rinuncia a favore del mercato. Oltre a ciò, il governo ha ripreso gli investimenti di base - come strade, energia, porti, infrastrutture in generale - che hanno permesso di imprimere dinamismo all'economia ecuadoriana. Nel 2011, nonostante le pressioni esterne negative - diminuzione del credito internazionale, variazioni dei prezzi del petrolio, diminuzione drastica dell'invio delle rimesse degli emigrati alle loro famiglie - l'economia è cresciuta di un 8%, uno degli indici più alti, se non il più alto, di tutta l'America Latina".

 

Cipro: Eroglu, "I negoziati si concluderanno a giugno" (23.3.2012) Ansa

I negoziati sulla "questione di Cipro", ovvero la riunificazione dell'isola mediterranea tuttora divisa dopo un intervento militare turco nel 1974, si concluderanno a giugno. Lo riferisce oggi la stampa greco-cipriota citando dichiarazioni del leader turco-cipriota Dervis Eroglu secondo cui "non vi è alcuna possibilità di raggiungere un accordo prima dell'inizio della campagna elettorale per le presidenziali greco-dcipriote del 2013". Eroglu ha sostenuto che "né lui né il popolo turco-cipriota possono accettare ciò che i greco-ciprioti vogliono per arrivare a un accordo" e ha detto che "anche se si dà loro l'intera Cipro, non è possibile soddisfarli". Il leader turco-cipriota ha aggiunto che "è difficile sedersi allo stesso tavolo e cercare di mettersi d'accordo con qualcuno che è concentrato unicamente sul prendere". All'inizio di questa settimana l'inviato delle Nazioni Unite Alexander Downer ha riconosciuto che i colloqui diretti tra i due leader, cominciati nel settembre 2008, si concluderanno probabilmente nel mese di giugno. I negoziati tra il presidente greco-cipriota Demetris Christofias ed Eroglu sono in fase di stallo da vari mesi durante i quali non si e' registrato alcun progresso.

10:02:02 . 30 Mar 2012
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