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All'interno dell'estero

Ultime notizie dal mondo


 

Australia, Julian Assange vuole candidarsi al Senato (17.3.2012) Tmn

Corte Gb deve ancora pronunciarsi su sua estradizione in Svezia.

Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, ha intenzione di candidarsi per il senato australiano. Lo ha annunciato l'organizzazione con un messaggio su Twitter.

Assange, cittadino australiano, ha ottenuto la libertà su cauzione in attesa della decisione di una corte britannica sulla sua estradizione in Svezia, dove è accusato di molestie sessuali. Ha smentito con forza questa accusa, sostenendo che sia motivata politicamente e legata alle attività di WikiLeaks, che ha pubblicato migliaia di file riservati su internet.

L'attuale situazione legale del fondatore di WikiLeaks, ha spiegato il sito internet specializzato nella divulgazione di documenti segreti, non esclude una sua candidatura per la camera alta australiana. "Abbiamo scoperato che è possibile per Julian Assange candidarsi al Senato Australiano mentre è in stato di arresto", ha spiegato WikiLeaks su Twitter, "Julian ha deciso di farlo.

 

Kenya/ Commissione indice elezioni generali per il 4 marzo 2013 (17.3.2012) Tmn

Sono le prime dopo le violenze elettorali di quattro anni fa.

Si svolgeranno il 4 marzo 2013 le prime elezioni generali in Kenya dopo le violenze post-elettorali di quattro anni fa. Lo ha annunciato la commissione elettorale, dopo settimane di dibattito infuocato tra fazioni politiche rivali. "Agiamo in base a un verdetto della corte costituzionale che ci richiede di indire le elezioni sessanta giorni dopo la scadenza del mandato parlamentare", ha dichiarato Ahmed Issack Hassan, presidente della commissione elettorale indipendente del Kenya.

 

Nigeria/ Raid contro villaggio a maggioranza cristiano, 10 morti (17.3.2012) Tmn

Tra le vittime un pastore.

Un raid di uomini armati ha provocato dieci morti, tra i quali un pastore, in un villaggio a maggioranza cristiano del nord della Nigeria. Lo ha riportato la polizia.

"Dieci persone sono state uccise nell'attacco del villaggio di Nayi da parte di sconosciuti armati", ha detto il portavoce della polizia dello stato di Kaduna, Aminu Lawan. "Altre quattro persone sono state ferite nell'attacco, avvenuto ieri sera. Tra le vittime figura un pastore".

 

Siria/ Due poliziotti uccisi ad Aleppo, nel nord del Paese (17.3.2012) Tmn

Nella località di Haritane, denuncia ong Osdh.

Due poliziotti sono stati uccisi e altri tre feriti dai colpi di "uomini armati non identificati"nella provincia di Aleppo, nel nord della Siria. Lo ha riportato l'Osservatorio siriano dei diritti umani.

"Due poliziotti sono stati uccisi e altri tre feriti durante un attacco sferrato all'alba da uomini armati non identificati nella località di Haritane", ha indicato l'Osdh in una nota. Il corpo di un giovane uomo arrestato diversi giorni fa è stato inoltre consegnato ai suoi parenti nella provincia di Daraa, cuore della contestazione nel sud, dove "raffiche sono state avvertite durante un attacco delle truppe e delle forze di sicurezza".

 

Kenya: presidenziali il 4 marzo 2013 (17.3.2012) Ansa

Lo ha annunciato la Commissione elettorale.

Le prossime elezioni presidenziali e parlamentari in Kenya si terranno il 4 marzo del 2013. Lo ha annunciato oggi la commissione elettorale. Il voto sarà il primo dopo il varo di una nuova costituzione e dopo le contestate elezioni del 2007 che hanno scatenato scontri e rivolte nelle quali sono rimaste uccise oltre 1.200 persone.

 

Gran Bretagna/ Scassinata porta ufficio Miliband, Scotland Yard indaga (17.3.2012) Tmn

A Westminster, leader opposizione si trovava nelle Midlands.

Scotland Yard sta indagando su una sospetta effrazione negli uffici del leader del partito laburista Ed Miliband in parlamento. Lo riporta la tv satellitare britannica Sky News.

La polizia ha ricevuto una segnalazione poco prima delle 19 di ieri, secondo cui un ingresso era stato forzato nei locali degli edifici Norman Shaw.

"La polizia è stata contattata alle 18.55 per una sospetta violazione di domicilio nell'ufficio del palazzo di Westminster. Le indagini proseguono", ha spiegato un portavoce di Scotland Yard. A quanto trapelato, un esponente dello staff del leader dell'opposizione ha trovato una porta forzata, ma non è chiaro se dall'ufficio sia stato trafugato qualcosa. Miliband non era a Westminister in quel momento, ma si trovava nelle Midlands per una conferenza del partito laburista.

 

India: Kerala al voto, elezioni pesano su vicenda italiani (17.3.2012) Tmn

Risultati non saranno noti prima di metà settimana.

Gli elettori del collegio di Piravom, nello stato indiano del Kerala, sono chiamati oggi alle urne per un'elezione suppletiva considerata importante per la vicenda dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girotto, da un mese detenuti nella città di Kollam con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. Lunghe file si sono formate fin da stamattina nei 134 seggi elettorali di questo collegio, in cui hanno diritto di voto circa 185.000 persone: l'elezione riguarda un seggio del parlamento dello stato del Kerala, vacante a causa della morte del suo titolare, ma nonostante ciò è cruciale per gli equilibri politici locali e nazionali. A scontrarsi sono infatti principalmente l'emanazione locale dell'Indian National Congress (Inc) di Sonia Gandhi e il partito comunista, molto forte in questo stato. Una lotta all'ultimo voto, in cui la vicenda dei marò è stata fortemente strumentalizzata dal governatore dello Stato, Oomen Chandy (Inc). I risultati della consultazione elettorale, nella quale finora secondo la stampa locale ha votato l'85% degli aventi diritto (un record che non si registrava dal 1987), sono attesi non prima di mercoledì prossimo. La speranza della diplomazia italiana è che dopo le elezioni la vicenda dei due militari - su cui è in corso l'inchiesta di un tribunale locale - possa essere affrontata senza condizionamenti politici.

 

Ucraina: Ianukovich con 'Ucraina forte' (17.3.2012) Ansa**

Fusione partito presidente con quello oligarca Tighipko.

Il partito 'Ucraina forte' dell'oligarca Serghei Tighipko si e' fuso con il partito delle Regioni del presidente Viktor Ianukovich. L'unione delle due forze politiche e' stata sancita oggi a Kiev. Tighipko, attuale ministro delle Politiche sociali, e' stato contestualmente eletto all'unanimita' vice segretario del partito del presidente Ianukovich. Al primo turno delle elezioni presidenziali del 2010, Tighipko si e' piazzato terzo dopo Viktor Ianukovich e Iulia Timoshenko, con il 13% dei voti.

 

Guinea Bissau: elezioni, chiuse frontiere (17.3.2012) Ansa

Paese vota per nuovo capo stato dopo morte presidente in gennaio.

Tutte le frontiere saranno chiuse domani in Guinea Bissau in occasione delle elezioni presidenziali. Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Interno dello Stato africano. ''Le frontiere terrestri, marittime e aeree saranno chiuse dalla mezzanotte di oggi fino alla notte fra domenica e lunedi''', ha affermato il ministro Fernando Gomes, aggiungendo che sara' vietata la circolazione alle vetture private senza un permesso speciale. Oltre 593 mila elettori sono chiamati alle urne.

 

Regno di Tonga in lutto, muore re George Tupou V (18.3.2012) Tmn

In ospedale presente anche il principe ereditario.

Re George Tupou V di Tonga è morto oggi in un ospedale di Hong Kong. Lo riferisce il sito Matangi Tonga Online. Le autorità di Tonga non hanno ancora confermato ufficialmente la notizia. Siaosi Tupou era nato a Tonga il 4 maggio del 1948, ed era salito sul trono l'11 settembre 2006.

"La notizia non è stata per il momento confermata ufficialmente, ma fonti certe ci hanno riferito che il re, 63 anni, è stato ricoverato d'urgenza nel pomeriggio ed è morto alcune ore più tardi", ha precisato il sito. In ospedale "era presente anche il principe ereditario Tupoutoa Lavaka", ha aggiunto la fonte.

 

In Siria ad Aleppo autobomba in centro: numerosi morti e feriti (18.3.2012) Tmn

Attacco nel quartiere di Suleimaniyeh. Ieri un doppio attentato a Damasco ha provocato la morte di 27 persone.

Un attentato con autobomba ha provocato la morte e il ferimento di numerose persone oggi ad Aleppo, nel nord della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani in un comunicato, precisando che l'attacco è avvenuto nel quartiere di Suleimaniyeh. Ancora non è stato possibile fare un bilancio preciso delle vittime. Almeno 27 le persone morte, tra civili e agenti delle forze dell'ordine, e altre 97 rimaste ferite nel doppio attentato avvenuto ieri a Damasco. Due kamikaze a bordo di autobomba hanno colpito la direzione della polizia criminale e un centro dei servizi di intelligence dell'aviazione.

 

Germania/ Joachim Gauck è il nuovo presidente della Repubblica (18.3.2012) Tmn

Succede al dimissionario Christian Wulff.

Joachim Gauck è il nuovo presidente della Germania. Il pastore evangelico, 72 anni, militante per i diritti umani nella ex Ddr, è stato eletto oggi dal Parlamento tedesco. Gauck, prende il posto di Christian Wulff, che si è dimesso dopo essere stato travolto da una lunga serie di accuse di presunti comportamenti illeciti e menzogne ad organi istituzionali. Joachim Gauck, nato nel 1940, pastore protestante, già attivista per i diritti umani nella Germania comunista della DDR, durante la rivoluzione del 1989 cofondò il partito d'opposizione Nuovo Foro. Dopo la riunificazione, dal 1990 al 2000 è stato il primo Commissario federale per gli archivi della Stasi, la polizia segreta del regime.

 

Joachim Gauck è il nuovo presidente della Germania (18.3.2012) Tmn

Succede al dimissionario Christian Wulff. Pastore evangelico, 72 anni, militante per i diritti umani nella ex Ddr.

Joachim Gauck è il nuovo presidente della Germania. Il pastore evangelico, 72 anni, militante per i diritti umani nella ex Ddr, è stato eletto oggi dal Parlamento tedesco. Gauck, prende il posto di Christian Wulff, che si è dimesso dopo essere stato travolto da una lunga serie di accuse di presunti comportamenti illeciti e menzogne ad organi istituzionali. Joachim Gauck, nato nel 1940, pastore protestante, già attivista per i diritti umani nella Germania comunista della DDR, durante la rivoluzione del 1989 cofondò il partito d'opposizione Nuovo Foro. Dopo la riunificazione, dal 1990 al 2000 è stato il primo Commissario federale per gli archivi della Stasi, la polizia segreta del regime. Gauck, grazie al sostegno di quattro partiti su cinque, ha ottenuto 991 voti su 1.232 espressi dall'Assemblea federale incaricata di eleggere il presidente, una nomina essenzialmente onorifica. L'altro candidato in lizza era il "cacciatore di nazisti" Beate Klarsfeld.

 

Francia 2012, Sondaggio: Sarkozy a 27,5% Hollande a 30,5% (18.3.2012) Tmn

Ma nel secondo turno il candidato socialista al 55%. Elezioni il 22 aprile per primo turno e il 6 maggio per ballotaggio.

Nelle ultime due settimane Nicolas Sarkozy ha guadagnato 4,5 punti percentuale nelle intenzioni di voto per il primo turno delle presidenziali in Francia, attestandosi a 27,5%, e riducendo lo scarto con François Hollande in testa con 30,5% (stabile), secondo un sondaggio LH2 per Yahoo! pubblicato oggi. Al secondo turno, il candidato socialista, accreditato al 55%, resta largamente in testa, anche se perde tre punti rispetto alla precedente indagine di LH2 pubblicata il 4 marzo, nella quale si imponeva sul candidato dell'Ump per 58 a 42. Le elezioni presidenziali in Francia sono in programma il 22 aprile, primo turno, e il 6 maggio, per il ballottaggio.

 

Algeria: polizia reprime protesta reduci (18.3.2012) Ansa**

Sono soldati rimasti mutilati in guerra contro terrorismo.

Dura repressione, questa mattina, ad Algeri, da parte delle forze di sicurezza, della manifestazione con cui i militari rimasti mutilati negli anni '90, nella guerra contro il terrorismo, chiedevano una rivalutazione delle loro indennita', spesso equivalenti a poche decine di euro. La manifestazione e' stata spontanea e senza nessuna etichetta sindacale e vi hanno preso parte molti militari che hanno subito mutilazioni e che hanno mostrato le loro protesi ortopediche.

 

Tonga: morto il re George Tupou V, un eccentrico riformatore (19.3.2012) Asca**

Tonga e' in lutto per la morte del re George Tupou V, 63 anni, un eccentrico riformatore che rinuncio' al potere assoluto per portare la democrazia nella nazione a Sud del Pacifico. Il decesso e' avvenuto ieri in un ospedale di Hong Kong per cause non ancora definite, ma lo scorso anno a Los Angeles fu sottoposto ad un intervento chirurgico a causa di un tumore. Prima della sua ascesa al trono, il re era meglio conosciuto per il suo stile di vita in giro per il mondo, per le uniformi eccentriche che ricordavano il periodo dell'epoca coloniale e per girare nella capitale in un taxi nero londinese. Aveva gli hobby dei modellini di barche a vela nella sua piscina e le messe in scena di finte guerre con soldati giocattolo. Talvolta le sue eccentricita' sono state oggetto di critica per la popolazione di Tonga che e' di 115.000 abitanti di cui piu' di un quarto vive al di sotto della soglia di poverta', ma e' stato anche elogiato per le sue riforme democratiche. ''Credeva che la monarchia fosse uno strumento di cambiamento e puo' essere considerato davvero come l'architetto dell'evoluzione democratica di Tonga'', ha detto il primo ministro della Nuova Zelanda John Key. Quando Tupou V sali' al trono nel 2006, offri' a piu' di 200 nobili e capi decine di suini macellati e centinaia di cestini di cibo con una scodella di kava, una bevanda leggermente narcotica come simbolo della sua sovranita'. Gli succede al trono il fratello, il principe Tupouto'a Lavaka di 52 anni, sposato con tre figli.

 

Guinea Bissau al voto per presidenziali (18.3.2012) Ansa

Nove i candidati in lizza per succedere a Sanha morto a gennaio.

La Guinea Bissau vota oggi per le elezioni presidenziali anticipate, dopo la morte in gennaio, in seguito a una lunga malattia, del presidente Malam Bacai Sanha. Le urne si sono aperte stamani in un'atmosfera di calma. Nove i candidati in lizza per la poltrona di presidente. Circa 593 mila persone sono chiamate al voto. Lo scrutinio di oggi e' un test importante in questo Paese africano, che conta circa 1.6 milioni di abitanti, ed e' considerato il crocevia dei traffici internazionale di droga.

 

Senegal: 25/3 secondo turno presidenziali (18.3.2012) Ansa

Tra capo Stato uscente Wade e il suo ex premier Macky Sall.

Il Senegal e' in piena campagna elettorale a una settimana dal ballottaggio delle elezioni presidenziali, domenica 25 marzo, quando si sfideranno il capo di stato uscente Abdoulaye Wade e il suo ex primo ministro Macky Sall.Il primo turno si e' svolto lo scorso 26 febbraio in un clima di violenza e scontri sanguinosi tra l'opposizione che contestava la candidatura di Wade (se vincesse, sarebbe al suo terzo mandato) e i filo-governativi.

 

Francia 2012: Parigi, marcia pro Melenchon (18.3.2012) Ansa

Candidato sinistra radicale, riformiamo la Repubblica.

Un'''onda rossa' ha invaso oggi le strade di Parigi in un corteo a sostegno di Jean-Luc Melenchon, il candidato della sinistra radicale francese alle prossime elezioni presidenziali. Decine di migliaia di suoi simpatizzanti hanno sfilato nel pomeriggio. La marcia si e' conclusa in Piazza della Bastiglia (simbolo della rivoluzione francese del 1789) dove in un comizio Melenchon ha annunciato di volere convocare un'Assemblea costituente per la ''sesta Repubblica sociale, laica ed ecologica''.

 

Russia: corteo anti-Putin, 100 arresti (18.3.2012) Ansa

La polizia disperde 500 oppositori, fermati due leader protesta.

Un centinaio di oppositori russi, tra cui due leader della protesta contro Vladimir Putin, sono stati arrestati oggi a Mosca durante una manifestazione organizzata davanti alla torre della televisione per protestare contro un programma trasmesso di recente da Ntv che accusava l'opposizione di essere stata pagata per manifestare contro la rielezione di Putin al Cremlino. Anche Sergei Udaltsov, coordinatore del gruppo di opposizione Fronte di sinistra, e' stato arrestato.

 

Siria/ Intensi combattimenti nella notte a Damasco (19.3.2012) Tmn

Scontri nel distretto di al Mezze: spari ed esplosioni.

Intensi scontri a fuoco hanno avuto luogo questa notte a Damasco tra le forze di opposizione dell'Esercito siriano libero e le truppe fedeli al presidente Bashar al Assad.

Alcuni testimoni citati dalla Bbc hanno riferito di avere sentito ripetuti colpi di mitragliatrici e granate da lanciarazzi nel distretto di al Mezze. "Ci sono combattimenti vicino al supermarket Hamada e si sentono esplosioni lì e nei dintorni", ha spiegato un residente. "Le forze di sicurezza hanno bloccato numerose strade e tagliato l'elettricità", ha aggiunto la fonte.

 

Tonga/ Morto il re George Tupou V (19.3.2012) Tmn**

Aveva guidato il paese alla transizione democratica.

Il re di Tonga George Tupou V è morto a Hong Kong all'età di 63 anni. Al suo fianco, presso l'ospedale dove è deceduto, era presente il fratello e successore, il principe della Corona Tupouto'a Lavaka. Secondo la Bbc la notizia della morte del re ha profondamente addolorato la popolazione e la radio nazionale ha interrotto la normale programmazione per trasmettere inni sacri e musica religiosa. Re dal 2006, Tupou V era stato l'uomo che aveva guidato la transizione alla democrazia a Tonga, l'ultima monarchia dell'arcipelago polinesiano. Nel novembre 2010, gli abitanti dell'arcipelago (oltre 170 isole) avevano votato il loro primo parlamento mettendo fine a 16 anni di dominio feduale. Lo stesso Tupou si era fatto promotore e garante della riforma che di fatto subordinava il suo ruolo a quello del primo ministro.

 

Ve 23.3.2012

 

ARGENTINA, PIÙ RISORSE DALLA BANCA CENTRALE AL TESORO (22.3.2012) Il Velino

Il Senato del paese andino approva la riforma dell'istituto che permetterà all'esecutivo di usare nuovi fondi per estinguere i debiti internazionali.

Il Senato argentino ha dato il via libera a una riforma della Banca Centrale che permetterà al Tesoro del paese andino di attingere maggiori riserve per pagare i debiti. L'iniziativa, approvata la settimana scorsa dalla Camera dei deputati, è stata ratificata dal voto positivo di 42 senatori, 19 contrari e due astensioni. Spetterà alla giunta direttiva della Banca decidere la quantità di risorse potranno essere messe a disposizione dell'esecutivo, in via "eccezionale", una volta esaminati i conti delle due istituzioni e le rispettive necessità di spesa. Già nel 2010 Buenos Aires aveva ottenuto l'utilizzo delle riserve eccedenti della Banca per pagare debiti contratti con organismi internazionali. Esaurito il capitolo delle risorse eccedenti, la nuova misura potrebbe consentire all'esecutivo di intaccare altri debiti come quello che ha con il Club di Parigi, sottolineano i media locali.

 

CUBA: RIMPASTO NEL GOVERNO, LASCIA UN ALTRO "EROE" DELLA RIVOLUZIONE (22.3.2012) Il Velino

José Ramón Fernández, 88 anni, lascia l'incarico di vcicepresidente del Consiglio dei ministri. Fuori anche José Miyar Barrueco, 79 anni, titolare del ministero della Scienza.

Nuovo rimpasto nel governo cubano. Il presidente Raul Castro, riferisce una nota pubblicata dal quotidiano ufficiale Granma, ha disposto la rinuncia del vicepresidente del Consiglio dei ministri, l'88enne José Ramón Fernández, una delle figure "eroiche" della rivoluzione del 1959. Il suo posto verrà ricoperto da Miguel Diaz-Canel, sinora ministro dell'Educazione superiore. Lascia l'incarico anche il ministro delle Scienza e della tecnologia José Miyar Barrueco, 79 anni, sostituito da Elba Rosa Montoya, già capo dipartimento di Scienza del comitato centrale del Partito comunista. La asciutta nota governativa non indulge sui motivi che presiedono al nuovo rimpasto, ma risalta l'età anagrafica dei ministri che lasciano l'incarico in un momento in cui l'esecutivo sta cercando di riorientare, con progressive aperture, le linee di politica economica.

 

Approvata la risoluzione Onu sui crimini di guerra in Sri Lanka (22.3.2012) AsiaNews

Il provvedimento è passato con 24 voti favorevoli, 15 contrari e 8 astenuti. Migliaia di buddisti, indù, musulmani e cristiani protestano in tutto lo Sri Lanka contro la risoluzione. Organizzati programmi interreligiosi per sostenere il governo.

Il Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato oggi la risoluzione sui presunti crimini di guerra commessi dalle forze armate dello Sri Lanka nel 2009. Presentata dagli Stati Uniti, la risoluzione è stata adottata con 24 voti favorevoli (tra cui quello dell'India), 15 contrari e 8 astenuti. Intanto, da giorni in tutto lo Sri Lanka, migliaia di monaci buddisti, indù, musulmani e cristiani protestano contro il provvedimento Onu. Il governo dello Sri Lanka ha sempre rifiutato le accuse di violazione dei diritti umani mosse dall'Onu, definendole un tentativo dei Paesi occidentali di "interferire con la politica interna del Paese".

Nello specifico, la risoluzione chiede al governo dello Sri Lanka di migliorare le raccomandazioni fatte nel rapporto della Lessons Learnt and Reconciliation Commission (Llrc, la commissione del presidente Mahinda Rajapaksa per indagare sulle ultime fasi della guerra civile) e prendere "tutti i provvedimenti necessari" per assicurare giustizia, uguaglianza e riconciliazione per tutti gli srilankesi. Nella sua relazione, la Llrc indicava i seguenti consigli: indagini approfondite sulle presunte esecuzioni extragiudiziarie e le sparizioni forzate; demilitarizzazione del nord del Paese; migliorare i meccanismi di risoluzione sulle dispute territoriali; favorire il trasferimento dei poteri alle province; rafforzare le istituzioni civili indipendenti; promuovere e proteggere il diritto alla libertà di espressione. Data l'assenza di provvedimenti concreti a tre anni dalla fine della guerra civile, il Consiglio per i Diritti umani chiede anche al governo dello Sri Lanka di accettare consigli e assistenza tecnica per migliorare le raccomandazioni della Llrc.

La Tamil National Alliance (Tna), principale partito tamil del Paese, si è detta "soddisfatta" dell'approvazione. Tuttavia, in questi giorni in Sri Lanka sono scesi in piazza tamil e singalesi insieme, di ogni gruppo religioso, per protestare contro la risoluzione con manifestazioni e programmi interreligiosi. Molte comunità cattoliche dell'isola hanno preparato liturgie speciali, con la partecipazione di forze di polizia e autorità locali. Le funzioni terminavano con preghiere, invocando la benedizione di Dio per fermare le dispute attuali e risolvere i problemi della nazione.

 

Mali: CALMA A BAMAKO MA SITUAZIONE ANCORA CONFUSA, PRIME SANZIONI (23.3.2012) Misna

“Stamani regna una totale calma su Bamako e anche la notte è trascorsa tranquilla. Ma fino alle 23 di ieri sera si sono uditi colpi d’arma da fuoco al centro della capitale, alimentando ulteriore incertezza e confusione sull’effettivo controllo della situazione da parte dei golpisti” dice alla MISNA padre Thimoté Diallo, curato della cattedrale e responsabile della comunicazione della diocesi di Bamako, all’indomani del colpo di mano dei militari e della creazione di un ‘Comitato nazionale per il ripristino della democrazia e la restaurazione dello Stato’ guidato dal capitano Amadou Sanogo. L’interlocutore della MISNA riferisce che “la gente è rimasta a casa, negozi e uffici non hanno aperto, l’aeroporto internazionale è stato chiuso e a dire dei golpisti anche le frontiere”. Padre Diallo aggiunge che “soldati hanno circolato in centro a bordo di fuoristrada e motociclette, pesantemente armati, gridando e sparando in aria, alimentando preoccupazione tra la gente”. Inoltre, per tenere la popolazione ‘informata’ su quanto sta accadendo, “la giunta ha diffuso più messaggi fino alle 20.30, ma per il resto la radiotelevisione maliana ha soltanto trasmesso musica”. I media maliani, tra cui il quotidiano ‘Le Journal du Mali’, sottolineano che “scene di furto e di saccheggi si sono moltiplicate nella capitale”, in particolare ai danni di negozi di alimentari e di veicoli privati, e riferiscono che nel loro quinto messaggio i golpisti hanno chiesto ai “responsabili di cessare i disordini”. Da fonti umanitarie giungono i primi bilanci del colpo di Stato, partito dalla guarnigione militare di Kati, a circa 15 chilometri da Bamako. Secondo la Croce Rossa maliana una quarantina di persone, tra cui alcuni civili, sarebbe rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco mentre Amnesty International riferisce di 28 feriti e di un bilancio da uno a tre morti tra i militari. Ma anche su questo versante circolano notizie parziali e contrastanti: la giunta non ha fornito alcuna informazione su eventuali morti o feriti tra i suoi elementi o tra i civili. Fonti militari rimaste fedeli al capo di Stato Amadou Toumani Touré affermano che scontri si sono verificati nei pressi della presidenza tra ammutinati e uomini della guardia presidenziale. Altrettanto incerta rimane la sorte di alcune personalità governative – tra cui tre ministri che sarebbero stati arrestati e portati al campo militare di Kati – ma soprattutto quella di Touré. “Stanno circolando due versioni: la prima vuole che Touré si trovi in un campo militare di Bamako, la seconda che sia stato portato in un’ambasciata ma ad ogni modo che sarebbe sotto la protezione di forze di elite della guardia presidenziale” dice ancora alla MISNA padre Diallo. Osservatori sottolineano che c’è una frattura all’interno delle stesse forze armate tra chi sostiene i golpisti e chi non approva il colpo di stato. “Da settimane era ormai evidente il crescente malessere dell’esercito ma soprattutto il malcontento tra semplici soldati inviati al fronte a Nord che accusavano gli ufficiali di rimanere al sicuro negli uffici della capitale” riferisce un’altra fonte locale della MISNA che preferisce rimanere anonima, sottolineando che “la mossa estrema e rapida dei golpisti ha colto di sorpresa un po’ tutti, a sole poche settimane dalle presidenziali”. Intanto dalla comunità internazionale giungono nuove condanne del colpo di stato e prime sanzioni che sembrano portare il Mali sulla strada dell’isolamento diplomatico. I 15 Stati membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu hanno chiesto il “ripristino immediato dell’ordine costituzionale”, “l’incolumità del presidente Touré”, “la liberazione di tutti i detenuti” e il “rispetto del processo elettorale in base al calendario previsto”. La Banca di sviluppo africana e la Banca mondiale hanno invece deciso la sospensione degli aiuti e delle operazioni di sviluppo nel paese, ad eccezione dell’assistenza urgente.

 

Guinea Bissau, PRESIDENZIALI: ULTIME ORE PER RICORSI, FUGGE EX CAPO ESERCITO (23.3.2012) Misna

Scade oggi il termine per la presentazione di eventuali ricorsi contro i risultati provvisori delle elezioni presidenziali anticipate tenutesi domenica scorsa. Secondo i dati diffusi alcuni giorni fa dalla Commissione nazionale delle elezioni (Cne), saranno l’ex primo ministro Carlos Gomes Junior e il leader del partito di rinnovamento sociale, Kumba Yala, a contendersi la poltrona di presidente della Guinea Bissau. Ma lo stesso Kumba Yala, insieme ad altri quattro candidati di opposizione, ancora ieri ha ribadito la richiesta di annullare un voto, a suo parere, segnato da brogli e irregolarità pesanti a favore dell’ex primo ministro e candidato del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc, al potere), che ha ottenuto il 48,97% dei consensi. Due giorni fa intanto l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito, José Zamora Induta, si è rifugiato all’interno della sede di rappresentanza dell’Unione Europea. Secondo fonti locali della MISNA, Induta teme di fare la fine del colonnello Samba Djalo, ex capo dei servizi informativi militari, ucciso a Bissau domenica scorsa. I due erano stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta su una serie di omicidi eccellenti che hanno segnato la storia recente della Guinea Bissau. Secondo la fonte della MISNA, l’omicidio di Djalo potrebbe essere collegato all’esito del voto e costituire un messaggio per l’attuale classe dirigente.

 

R.D. CONGO (23.3.2012) Misna** – Creazione di una commissione d’inchiesta congiunta per fare tutta la luce sulle presunte violazioni dei diritti umani commesse a Kinshasa durante le ultime elezioni e attribuite alle forze di sicurezza. E’ quanto proposto dal ministro degli Esteri Alexis Thambwe Mwamba a pochi giorni dalla pubblicazione di un rapporto Onu molto critico nei confronti dei militari. “Non è stato redatto con tutta la serietà che meritava. In molti casi le affermazioni contenute nel rapporto sono totalmente false” ha dichiarato Mwamba davanti al corpo diplomatico accreditato in Repubblica democratica del Congo. Martedì, il ministro della Giustizia Luzolo Bambi Lesa ha valutato il documento come “incoerente, esagerato e gratuito”. Secondo l’Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani, tra novembre e dicembre 2011 33 persone sono state uccise, 83 ferite e altre 16 scomparse; tra queste ci sarebbero diversi esponenti di opposizione, in particolare dell’Unione per la democrazia e il progresso sociale (Udps) di Etienne Tshisekedi.

 

NIGERIA (23.3.2012) Misna – Ha formalizzato la sua candidatura alla presidenza della Banca mondiale il ministro nigeriano delle Finanze, Ngozi Okonjo-Iweala. La notizia è stata annunciata a Pretoria al termine di un incontro con il suo omologo sudafricano Pravin Gordhan. “Siamo fieri di confermare la candidatura della Okonjo-Iweala” ha detto il ministro sudafricano.

 

GUINEA (23.3.2012) Misna** – L’opposizione guineana ha nuovamente invitato i suoi sostenitori a radunarsi domani nel quartiere di Matam, in uno stadio alla porte di Conakry, per protestare contro lo stallo del processo di transizione e l’organizzazione unilaterale delle legislative dell’8 luglio da parte del potere. Sabato 17 marzo la stessa iniziativa è stata bloccata dalle forze dell’ordine che hanno disperso con la forza la protesta del ‘Collettivo dei partiti politici per la finalizzazione della transizione’ e dell’ ‘Alleanza per la democrazia e il progresso’ (Ado). Da mesi entrambe le formazioni accusano il presidente Alpha Condé di organizzare un voto né equo né trasparente; chiedono la formazione di una nuova commissione elettorale.

 

Sudan/Sud Sudan: PETROLIO, FRONTIERE, DIRITTI: INCONTRO AL VERTICE TRA JUBA E KHARTOUM (23.3.2012) Misna

Si terrà il prossimo 3 aprile l’incontro tra il presidente Omar Hassan al Bashir e il suo omologo sud sudanese Salva Kiir Mayardit. L’invito a recarsi a Juba per discutere dei nodi lasciati irrisolti dalla separazione tra i due paesi, è stato rivolto al presidente al Bashir dal capo della delegazione sud sudanese a Khartoum, Pagan Amum. La visita di Bashir, la prima dopo quella in occasione della cerimonia che il 9 luglio 2011 sancì l’indipendenza del Sud Sudan, giunge dopo l’ennesimo stallo nei negoziati tra i due paesi riguardo le imposte per il transito del greggio che dalle regioni meridionali passa attraverso gli oleodotti sudanesi fino a raggiungere la costa a Port Sudan per l’esportazione. Nell’ambito dell’incontro i due capi di Stato sottoscriveranno anche due intese su frontiere e diritti dei rispettivi cittadini residenti nel paese vicino, raggiunte lo scorso 13 marzo. Tra gli argomenti in agenda inoltre, il reciproco sostegno a gruppi ribelli operativi oltreconfine. Un’accusa che, con cadenza regolare, Juba e Khartoum si rivolgono reciprocamente e che finora ha reso impossibile raggiungere e mantenere accordi per il cessate-il-fuoco in Blue Nile e Sud Kordofan. Piccoli passi avanti, dunque, in un clima di generale diffidenza. Prima di accettare l’invito – riferisce la stampa dei due paesi – il presidente sudanese al Bashir su cui pende un mandato di cattura internazionale da parte della Corte penale internazionale avrebbe chiesto e ottenuto garanzie sulla sua “incolumità”.

 

Senegal, PRESIDENZIALI: A DUE GIORNI DAL BALLOTTAGGIO DOMINA LA SPERANZA (23.3.2012) Misna

“Per fortuna la campagna per il secondo turno, che si concluderà a mezzanotte, si è svolta in un clima globalmente sereno e disteso. Abbiamo registrato soli pochi casi isolati di violenza nei confronti dei due candidati, ma niente di paragonabile rispetto ai disordini che hanno preceduto il primo turno del 26 febbraio. La situazione è nettamente migliorata e lascia ben sperare per il ballottaggio delle presidenziali di domenica. Tuttavia dobbiamo rimanere vigili dalla conclusione del voto fino all’avvenuta pubblicazione dei risultati. Speriamo che il verdetto delle urne sia ben accetto da tutti”: è questo il primo bilancio del processo elettorale tracciato dall’organizzazione locale di difesa dei diritti umani ‘Rencontre africaine des droits de l’homme’ (Raddho) presentato alla MISNA dalla sua direttrice Fatou Kama Marone. Le ultime ore di campagna si stanno concentrando su Dakar, in particolare alla sua periferia dove, in base alle stime, vivono più di 876.000 potenziali elettori: un cospicuo ‘serbatoio’ di voti alla luce del numero globale degli iscritti, attorno ai cinque milioni di aventi diritto. Di importanza strategica sono i tre dipartimenti attorno alla capitale, Pikine, Guédiawaye e Rufisque: al primo turno Macky Sall aveva avuto la meglio sul presidente uscente Abdoulaye Wade nei primi due, ma era stato sconfitto nel terzo. A Guédiawaye l’ex primo ministro, un tempo ‘delfino’ di Wade, ha stretto la mano e parlato a molti giovani, chiedendogli di “arginare ogni tentativo di violenza” e promettendogli “scuole, formazione professionale, università e investimenti”. Sall si è inoltre detto certo di una vittoria con il 70% dei consensi grazie all’ampia coalizione di opposizione che lo sostiene, ‘Bennoo Bokk Yaakaar’.

L’ottantacinquenne presidente, al potere da 12 anni, ha invece concentrato la sua campagna su centri religiosi e capi delle potenti confraternita, ma si è anche recato a Rufisque e Pikine con la speranza di sottrarre voti al rivale. Al di là delle preferenze che saranno espresse dagli aventi diritti delle povere periferie di Dakar, l’altra posta in gioco è il voto di quel 50% di senegalesi che al primo turno non è andato alle urne, un po’ per indecisione, un po’ per timore di violenze. Un rischio che, finora, appare remoto anche se alcuni difensori dei diritti umani senegalesi, tra cui la Lega senegalese dei diritti umani (Lsdh), hanno espresso “preoccupazione” per la recrudescenza di armi, il reclutamento di milizie e la pratica diffusa di comprare voti.

“Seguendo l’esempio del primo turno, speriamo che i senegalesi giocheranno la carta del voto responsabile per continuare a vivere nella pace e consolidare la democrazia. E’ cresciuto il sentimento di fiducia tra i cittadini dopo il successo del 26 febbraio e soprattutto la consapevolezza che il voto di ognuno può determinare il futuro del paese” dice alla MISNA padre Ambroise Tine, segretario di Caritas Senegal, ribadendo che “chiunque venga eletto, deve essere chiaro che la politica deve mettersi al servizio esclusivo della nazione”. Per padre Time, il ballottaggio di domenica ha una portata che va oltre i confini del paese: “A pochi giorni dal colpo di Stato in Mali e nel contesto instabile della Guinea Bissau del dopo elezioni, speriamo che dal Senegal possa arrivare un messaggio forte e costruttivo per la democrazia e il rispetto delle libertà”.

 

Etiopia, OGADEN: RAID E SOPRUSI MA “IL MONDO CI IGNORA” (23.3.2012) Misna

Forze armate filogovernative hanno attaccato diversi villaggi nella regione dell’Ogaden causando la morte di 12 persone e il ferimento di altre 27: a lanciare un grido d’allarme su quanto accade in una delle zone più inaccessibili al mondo sono le coalizioni per i diritti umani dell’Ogaden che in un comunicato inviato alla MISNA denunciano “un massacro che si consuma nell’indifferenza del mondo”. Secondo le associazioni della diaspora e il Fronte di liberazione nazionale dell’Ogaden (Onlf) le milizie Liyuu (in lingua amarica ‘speciali’) del governo di Addis Abeba hanno attaccato nei giorni scorsi il distretti di Gashamo e bruciato interamente i villaggi di Galko boodo libah, Dhobo Guduud, Raqda e Adaada. Raid “sistematici”, denunciano gli attivisti, contro abitazioni e civili che avrebbero provocato la fuga di migliaia di persone. “Il massacro di Ghashamo è un’altra disgrazia per il popolo ogadeni che il mondo ha scelto di ignorare” denunciano le organizzazioni, per cui il dramma che si consuma nella regione al confine con la Somalia, e teatro di una ribellione indipendentista, “è di gran lunga peggiore di altri conflitti africani, che tuttavia ricevono l’attenzione e per cui si invocano pressioni della comunità internazionale”. Dal 2008 la regione dell’Ogaden è intenzionalmente isolata dal governo che non consente l’accesso né a giornalisti né a operatori per i diritti umani. Nel settembre scorso due giornalisti svedesi sono stati arrestati e condannati a 11 anni di carcere per aver filmato le condizioni di vita della popolazione sottomessa ad “una punizione collettiva e sistematica” secondo le organizzazioni per i diritti umani.

 

PAKISTAN (23.3.2012) Misna – Celebrazioni e manifestazioni si sono tenute oggi a Islamabad e in tutti i capoluoghi di provincia in occasione della Giornata nazionale del Pakistan. La Giornata celebra l’anniversario della Risoluzione di Lahore che pose le basi per la separazione dall’India e la creazione di uno Stato a maggioranza musulmana effettivamente formato dopo la fine del regime coloniale britannico.

 

BIRMANIA (23.3.2012) Misna – In visita in Malesia, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha annunciato una sua prossima visita in Myanmar probabilmente subito dopo elezioni legislative suppletive in programma il 1° aprile. Il massimo esponente delle Nazioni Unite ha sottolineato positivamente le recenti riforma avviate nel paese del Sudest asiatico aggiungendo che “il Myanmar ha ancora diverse sfide di fronte e avrà bisogno di tutto il sostegno della comunità internazionale”.

 

Mali, GOLPE: SI MUOVE L’AFRICA, I RIBELLI AVANZANO (23.3.2012) Misna

Il colpo di Stato militare in Mali sarà oggi il tema di una riunione straordinaria dell’Unione Africana ad Addis Abeba. Il prossimo martedì è stato invece fissato un vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi aderenti alla Cedeao/Ecowas, l’organismo regionale dell’Africa occidentale. Riunioni da cui potrebbero arrivare ulteriori sanzioni dopo quelle decise qualche ora fa dall’Unione Europea, che ha bloccato i fondi per la cooperazione allo sviluppo.

Secondo fonti della MISNA a Bamako, la situazione è calma, la gente sembra aver ripreso la normale vita di tutti i giorni ma regna un clima di incertezza. Gli interrogativi riguardano in particolare gli obiettivi degli autori del golpe e la sorte della vecchia dirigenza, del presidente Amadou Toumani Touré in particolare. In un’intervista concessa al canale televisivo ‘Africable’, il capitano Amadou Sanogo – presidente del Comitato nazionale per il ripristino della democrazia e la restaurazione dello Stato, la nuova giunta al potere – ha ribadito che l’intervento è stato dovuto all’inazione del governo rispetto al conflitto nel nord del paese, ha sostenuto che entro pochi mesi il potere sarà restituito ai civili e che il problema principale da risolvere è proprio il conflitto contro il Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) e gli altri gruppi autonomisti. “Non siamo – ha detto ancora Sanogo – venuti per distruggere: la vita quotidiana continuerà come sempre e il governo sarà affidato a persone competenti”.

Ancora incerto resta il bilancio del golpe. Sentito dalla MISNA, il portavoce per il Mali del Comitato internazionale della Croce Rossa, Germain Mwehu, ha detto che ci sono alcune decine di feriti ricoverati nell’ospedale Gabriel Touré, il più grande di Bamako, mentre non ci sarebbero morti. Altre fonti riferiscono invece di alcune vittime. “La Croce Rossa – ha detto Mwehu – ha attivato due squadre di volontari: la prima sta affiancando il personale sanitario dell’ospedale, la seconda opera in città prestando soccorso lì dove richiesto”.

Fonti missionarie nella capitale maliana raggiunte dalla MISNA riferiscono di un clima sicuramente più sereno: “Da qualche ora la radio statale ha ripreso a funzionare trasmettendo i comunicati della giunta militare. Nessuna notizia certa si ha invece sulla sorte del presidente Touré”.

Intanto, dal nord, è stato l’Mnla a farsi sentire dando la notizia della conquista di un altro centro, Anefis, sulla strada che collega Gao a Kidal. In una nota, il movimento di matrice tuareg che lotta per l’autodeterminazione delle regioni settentrionali ha sottolineato che “il golpe non cambierà le strategie del movimento” e che l’obiettivo “della liberazione dell’Azawad resta immutato”.

 

Birmania: KACHIN, ELEZIONI RINVIATE IN TRE DISTRETTI (23.3.2012) Misna

Per “motivi di sicurezza”, le autorità del Myanmar hanno rinviato in tre circoscrizioni dello Stato settentrionale del Kachin le elezioni parlamentari suppletive previste il 1° aprile. In un annuncio diffuso dalla televisione pubblica, la Commissione elettorale ha precisato che lo scrutinio nei tre dipartimenti di Mogaung, Phakant e Bamaw, sui 48 che compongono il paese, saranno rinviate a data da destinarsi “perché le attuali condizioni di sicurezza non garantiscono il corretto svolgimento di un voto libero e trasparente”. Combattimenti intensi hanno luogo regolarmente tra le truppe governative e e i ribelli di etnia Kachin che reclamano maggiore autonomia per lo Stato settentrionale. Quelle previste ad aprile sono le prime elezioni libere alle quali sarà consentita la partecipazione della Lega nazionale per la democrazia, il partito di opposizione della dissidente premio Nobel della Pace Aung San Suu Kyi. Il rinvio del voto nelle tre circoscrizioni – concordano gli osservatori – è un duro colpo per il movimento di autonomia Kachin, il cui ex capofila Tu Ja si è presentato come candidato indipendente nel distretto di Mogaung.

Il conflitto in corso dello Stato settentrionale tra l’Esercito indipendentista Kachin (Kia) e le Forze armate governative ha subito un’impennata dal mese di novembre scorso, dopo 17 anni di tregua, con l’avvio di un’offensiva da parte dei militari che ha spinto alla fuga circa 65.000 persone.

 

Siria: PROROGATA MISSIONE D’INCHIESTA ONU, SANZIONI CONTRO DAMASCO (23.3.2012) Misna

Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha prorogato il mandato della commissione di inchiesta incaricata di indagare e valutare sospette violazioni ai danni dei civili commesse nel paese dal marzo 2011. In una risoluzione adottata oggi a maggioranza, i membri dell’organsimo condannano “crescenti, diffuse, sistematiche e gravi” violazioni dei diritti umani commesse dalle autorità siriane. Dal canto suo la Russia – contraria al voto assieme a Cina e Cuba – ha criticato un testo “unilaterale” proponendo, invano, un emendamento alla risoluzione per condannare anche la violenza dei gruppi armati e gli attacchi terroristici. Sempre sul fronte diplomatico, la giornata si è caratterizzata per le nuove sanzioni approvate dall’Unione europea contro personalità di spicco dell’establishment. Anche se la lista completa dei nomi sarà disponibile solo da domani, quando saranno pubblicati sulla Gazzetta dell’Ue e quando entreranno in vigore, fonti di Bruxelles danno per certo che tra le persone colpite figurano le ‘donne’ del clan al Assad e in particolare la madre, la moglie, la sorella e la cognata del presidente Bashar. Dal terreno intanto continuano a giungere notizie contrastanti: mentre a Homs e Hama proseguono i combattimenti tra soldati governativi e miliziani dell’Esercito siriano libero, manifestazioni di diverso segno si sono svolte oggi, come ogni venerdì, in tutta la Siria. I manifestanti dell’opposizione sono scesi in piazza a Homs, Latakia, Hama, Idlib, Daraa e in alcune zone di Aleppo. A Damasco, per la prima volta teatro di combattimenti per le strade questa settimana, sostenitori del regime hanno affisso cartelloni e striscioni all’uscita delle moschee.

 

Sud Sudan: JUBA, PROGETTI MILIARDARI SENZA SOLDI (23.3.2012) Misna

Molti progetti, pochi soldi: fonti della MISNA a Juba riassumono in quattro parole l’esito di una conferenza che avrebbe dovuto dare una spinta agli investimenti stranieri in Sud Sudan, un paese dove i contrasti con gli ex nemici di Khartoum stanno bloccando il petrolio nei pozzi e ipotecando lo sviluppo. Per tre giorni oltre 350 delegati di amministrazioni locali, governi stranieri e istituzioni internazionali hanno discusso di progetti individuati come prioritari per favorire la crescita del Sud Sudan, un paese divenuto indipendente da Khartoum nel luglio scorso dopo una guerra civile ultraventennale. Secondo padre José Vieira, missionario comboniano e animatore dell’emittente “Radio Bakhita”, la mancanza di fondi è il problema che invariabilmente rischia di ostacolare la realizzazione dei progetti. “A essere messe in dubbio – sottolinea padre Vieira – sono anche opere considerate sicure, come ad esempio una diga idroelettrica sul Nilo alle porte di Juba: la settimana scorsa erano stati annunciati prestiti cinesi per un miliardo e 800 milioni di dollari, ma durante la conferenza è stato detto che non ci sono i soldi”.

Molti problemi sono legati alla decisione degli ex ribelli al potere a Juba di sospendere le esportazioni di petrolio per via dei contrasti con Khartoum sulle tariffe per l’uso degli oleodotti del Sudan. Prima che fosse annunciato il blocco, in vigore da gennaio, dalla vendita del greggio lo Stato ricavava il 98% delle sue entrate. Gli ex ribelli si sono impegnati a non tagliare gli stipendi, ma secondo le fonti della MISNA il rischio di un collasso economico e di una crisi sociale è reale.

“Alcuni ministri ancora non lo dicono – sostiene padre Vieira – ma è possibile che molti progetti dovranno essere rivisti”. Stando al vice-ministro per l’Energia Lawrence Loku Moyu, uno degli animatori della conferenza, a rischio è anche la linea elettrica che avrebbe dovuto permettere di portare energia dalle centrali dell’Etiopia a Kapoeta, nell’est del Sud Sudan.

09:55:34 . 30 Mar 2012
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